Ragusa e Siracusa sono i primi Comuni siciliani ad adottare la Valutazione di Impatto Generazionale delle politiche pubbliche locali, lo strumento — noto con l’acronimo VIG — con cui le amministrazioni si impegnano a misurare, prima di approvare qualsiasi intervento, le conseguenze concrete sulle nuove generazioni. Lo ha annunciato il sindaco di Ragusa, Peppe Cassì, seguendo l’esempio di Parma, designata Capitale Europea dei Giovani 2027.
La novità non è solo simbolica: la VIG cambierà il modo in cui le due giunte costruiscono le loro scelte. Ogni politica pubblica verrà classificata in quattro categorie prima ancora di essere approvata, e i giovani tra i 14 e i 35 anni entreranno nel processo non come destinatari passivi, ma come interlocutori diretti.
Il meccanismo parte dal DUP — il Documento Unico di Programmazione, lo strumento che traduce gli indirizzi politici dell’amministrazione in azioni concrete per gli anni a venire. Al suo interno verranno selezionati i settori chiave su cui applicare la valutazione. Le singole misure saranno classificate come generazionali, se i beneficiari diretti sono i giovani tra 14 e 35 anni; potenzialmente generazionali, se opportunamente orientate possono creare opportunità per quella fascia d’età; anti-generazionali, se penalizzano i più giovani; neutre, se non producono alcun impatto sul divario tra generazioni.
Una volta individuate le misure da esaminare, la VIG prevede una fase di consultazione con la consulta giovanile comunale, le associazioni e altre realtà del territorio. L’obiettivo è arrivare alla co-progettazione degli interventi, non alla semplice ratifica di decisioni già prese.
Ragusa e Siracusa si muovono in un contesto nazionale ancora ristretto: fino ad ora solo Parma aveva adottato formalmente questo strumento in Italia.




