Domenica 20 settembre, alle ore 19, la Passalacqua Ragusa gioca al Pala Minardi la prima amichevole stagionale davanti al proprio pubblico. Le ragazze allenate da Paolo Seletti affrontano l’Athleta Basketball Club, società che milita nella prima lega maltese, nell’ultimo test prima dell’avvio del campionato di serie A2 femminile.
L’Athleta Basketball Club è una delle società più titolate di Malta: vanta oltre 60 anni di storia e ha contribuito a fondare la Malta Basketball Association, l’organismo che governa la pallacanestro sull’isola. Nel suo palmarès conta 60 titoli nazionali e un vivaio giovanile considerato tra i più promettenti del Paese.
Per la Passalacqua è la prima uscita casalinga dopo la vittoria nella terza edizione del Trofeo delle miniere, disputato nei giorni scorsi a Caltanissetta. La squadra di Seletti è tornata ad allenarsi già domenica scorsa, 13 settembre, analizzando gli aspetti positivi emersi dal match contro il Golfo Basket Alcamo e continuando a lavorare sui margini di miglioramento in vista dell’esordio in campionato.
L’amichevole contro il club maltese fa parte della preparazione a un impegno più severo: il quadrangolare di Costa Masnaga, dove la Passalacqua affronterà formazioni di serie A1 e A2. Il test di domenica al Pala Minardi serve soprattutto a far ritrovare alle giocatrici il ritmo partita, in vista di un calendario che si fa via via più fitto.
«Affrontiamo la partita di questa domenica con grande entusiasmo e rispetto, con l’auspicio che questo incontro sia solo il primo passo di una lunga, solida e proficua collaborazione tra la Athleta Basketball club e la Passalacqua Ragusa», fa sapere la società maltese.
«Stiamo crescendo come squadra – ha dichiarato l’head coach della Passalacqua, Paolo Seletti –, le ragazze si stanno allenando a un buon ritmo e stanno continuando a fare proprio metodo e approccio, dando ognuna il proprio contributo anche in fase propositiva. Ogni partita è importante, ci aspettiamo di vedere sugli spalti i nostri tifosi, il cui calore e la cui passione abbiamo imparato a riconoscere negli anni entrando al Pala Minardi, che è diventato la nostra casa».



