Con l’arrivo delle alte temperature torna l’interesse per il bonus condizionatori. Anche nel 2026 è possibile ottenere una detrazione fiscale per l’acquisto e l’installazione di climatizzatori a basso consumo, in alcuni casi anche senza eseguire lavori di ristrutturazione dell’immobile.
La misura non rappresenta una categoria autonoma, ma rientra nelle agevolazioni previste dall’Ecobonus e dal Bonus Casa. Le indicazioni sono state chiarite dall’Agenzia delle Entrate e richiamate anche dall’esperto del settore immobiliare Ivan Meo.
La detrazione ordinaria è pari al 36% della spesa sostenuta, ma può arrivare al 50% se l’intervento riguarda l’abitazione principale e il contribuente è titolare di un diritto reale sull’immobile, come proprietà, usufrutto o diritto di abitazione.
La proroga prevista dalla Legge di Bilancio 2026 mantiene l’esclusione delle caldaie alimentate esclusivamente da combustibili fossili, mentre continuano a essere agevolati i sistemi a pompa di calore e gli impianti ad alta efficienza energetica. La disciplina fa riferimento all’articolo 14 del decreto legge 63/2013 e all’articolo 16-bis del Tuir.
Pagamento tracciabile obbligatorio
Per accedere all’agevolazione resta necessario effettuare il pagamento tramite bonifico parlante. Nel documento devono comparire il riferimento normativo, il codice fiscale del beneficiario, la partita Iva o il codice fiscale dell’installatore e gli estremi della fattura.
Carte di pagamento, assegni o altri strumenti non consentono di ottenere la detrazione. La tracciabilità dell’operazione continua a essere uno dei requisiti richiesti dall’Agenzia delle Entrate.
Per gli interventi che comportano un miglioramento energetico, la documentazione va trasmessa all’Enea entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori, utilizzando il portale relativo all’anno di riferimento.
Chi può usufruire dell’agevolazione
Possono beneficiare del bonus persone fisiche, professionisti, società, condomini, cooperative edilizie, enti pubblici e soggetti privati non commerciali. L’Ecobonus è accessibile sia ai residenti sia ai non residenti, inclusi i titolari di reddito d’impresa. Le spese agevolabili potranno essere sostenute fino al 31 dicembre 2026.
Come scegliere il climatizzatore più adatto
Secondo Altroconsumo, la scelta dovrebbe partire dalle dimensioni degli ambienti da raffrescare. Un parametro di riferimento è rappresentato dai Btu/h, che determinano la capacità di raffreddamento dell’apparecchio.
Anche la classe energetica incide sui consumi. I modelli più efficienti appartengono generalmente alle categorie comprese tra A+ e A+++, con un impatto minore sulle bollette. Sul mercato sono disponibili climatizzatori portatili, sistemi split fissi, multi-split e apparecchi con pompa di calore e tecnologia inverter, in grado di mantenere temperature costanti riducendo i consumi energetici.
Per gli impianti fissi, gli esperti raccomandano di affidarsi a installatori qualificati. Un montaggio corretto e una manutenzione periodica contribuiscono a mantenere elevate le prestazioni e a limitare i costi di gestione.



