L’eruzione dell’Etna ha costretto l’aeroporto di Catania a sospendere gli arrivi sabato 8 agosto, con le sole partenze rimaste operative in un quadro che cambia di ora in ora. Voli cancellati, dirottati su Palermo o Trapani, riprogrammati all’ultimo momento: migliaia di passeggeri si trovano a gestire itinerari trasformati in percorsi a ostacoli, spesso senza informazioni tempestive dalle compagnie aeree.
Il punto che molti ignorano è che la legge garantisce tutele concrete anche quando la cancellazione dipende da cause di forza maggiore — e capire quali può fare la differenza tra recuperare le spese o perderle del tutto.
Il Regolamento Europeo 261/2004 classifica le eruzioni vulcaniche come circostanze eccezionali: per questo le compagnie non sono tenute a pagare la compensazione pecuniaria che scatta nei ritardi e nelle cancellazioni ordinarie, quella che può arrivare fino a 600 euro per passeggero. Ma il diritto all’assistenza rimane intatto. Chi riceve una riprotezione fissata nei giorni successivi può rifiutarla e organizzarsi autonomamente: comprare un nuovo biglietto, raggiungere Catania da Palermo o Trapani in autobus, treno o taxi, cambiare scalo di partenza. La compagnia è tenuta a rimborsare le spese sostenute, a condizione che siano ragionevoli e documentate.
La parola chiave, in questo caso, è «documentate». Scontrini, ricevute, fatture, conferme di prenotazione: senza una traccia scritta di ogni esborso, il rimborso diventa difficile da ottenere. Lo stesso principio vale per i voli operati ma dirottati su un aeroporto diverso da Catania: se la compagnia non organizza il trasferimento fino alla destinazione finale, il passeggero può provvedere da sé e richiedere il rimborso in un secondo momento.
«I passeggeri che subiranno disservizi a causa dell’eruzione dell’Etna — ha spiegato Felice D’Angelo, ceo di ItaliaRimborso — possono fare riferimento al Regolamento 261/2004. Se non vengono riprotetti, hanno diritto al rimborso di tutti i costi sostenuti per raggiungere Catania. È fondamentale conservare ogni ricevuta e ricordare che le spese devono essere ragionevoli».
Il limite della ragionevolezza esclude soluzioni sproporzionate: un taxi da Palermo a Catania rientra nel perimetro, un volo in business class prenotato all’ultimo momento molto probabilmente no. La valutazione è caso per caso, ma il criterio è che la spesa deve essere necessaria e proporzionata al disagio effettivo.
Chi si trova già in viaggio o sta per partire verso Catania deve in ogni caso monitorare le comunicazioni della propria compagnia — le variazioni vengono notificate via email e sms — e non presentarsi in aeroporto senza aver verificato lo stato del volo.



