Un parassita intestinale sta causando negli Stati Uniti l’ondata di ciclosporiasi più estesa mai registrata nel Paese. Al 27 luglio 2026 i Centers for Disease Control and Prevention contano oltre 18mila casi tra confermati e sospetti nella stagione in corso — quasi quattro volte il picco precedente di circa 4.700 casi, risalente al 2019. Sono stati segnalati casi in 45 Stati, con 423 ricoveri accertati tra i 6.707 positivi già confermati in laboratorio.
Lo Stato più colpito è il Michigan, con 11.234 contagi e 193 ricoveri secondo i dati delle autorità sanitarie statali diffusi lunedì. È lì che le autorità sanitarie locali hanno lanciato un appello esplicito ai medici: chiunque presenti diarrea acquosa persistente dovrebbe ricevere un test specifico per Cyclospora cayetanensis, il parassita responsabile dell’infezione — un esame non incluso di routine negli accertamenti standard.
La ciclosporiasi si contrae ingerendo acqua o alimenti contaminati dal parassita. I sintomi principali sono diarrea acquosa improvvisa, crampi addominali, nausea, vomito, stanchezza e perdita di appetito. Nella maggior parte dei casi l’infezione si risolve da sola, ma può trascinarsi per settimane con ricadute ricorrenti. Nei soggetti fragili — anziani, immunodepressi, bambini piccoli — la grave disidratazione può diventare pericolosa. Tra i 6.707 casi confermati, i pazienti hanno un’età che va da 1 a 98 anni, con età mediana di 44 anni.
La diagnosi è uno degli ostacoli principali al controllo dell’epidemia. Identificare Cyclospora richiede test specifici e, in alcuni casi, l’analisi di più campioni raccolti in giorni diversi. I CDC segnalano un ritardo medio di circa sei settimane tra la comparsa dei sintomi e la registrazione nel sistema nazionale: i numeri sono quindi destinati a crescere ulteriormente.
L’indagine della Food and Drug Administration, condotta insieme ai CDC e alle autorità statali, ha identificato un focolaio multi-statale riconducibile alla lattuga iceberg triturata fornita da Taylor Farms de Mexico, già richiamata dal mercato. Al 24 luglio questo cluster specifico contava 1.947 contagiati in nove Stati — Illinois, Indiana, Kansas, Kentucky, Michigan, Ohio, Oklahoma, Pennsylvania e West Virginia — con 98 ricoveri. La FDA ha chiarito che si tratta di una parte dell’ondata complessiva, non della sua totalità.
Il 19 luglio l’agenzia aveva dovuto correggere un risultato inizialmente positivo su un campione di lattuga, rivelatosi un falso positivo di laboratorio. Il tracciamento epidemiologico, ha precisato la FDA, continua comunque a convergere sulla lattuga di Taylor Farms de Mexico come origine del focolaio principale.
Non è la prima volta che prodotti freschi sono al centro di un’epidemia da Cyclospora negli Stati Uniti. In passato i contagi sono stati collegati a insalate confezionate, basilico, coriandolo, lamponi, piselli mangiatutto e cipollotti: alimenti consumati crudi o con lavorazione minima, che percorrono catene distributive lunghe e difficili da tracciare. Il Michigan ha già raccomandato a ristoranti e cucine commerciali di preferire cespi interi ai prodotti già tagliati e imbustati, eliminando gli strati esterni delle foglie e lavando con cura quelle interne.
Il contagio diretto tra persone è considerato improbabile: il parassita eliminato con le feci ha bisogno di una o due settimane nell’ambiente esterno prima di diventare infettivo. Il rischio riguarda quindi la filiera alimentare, non i contatti interpersonali. Il trattamento indicato è a base di trimetoprim-sulfametossazolo, affiancato dal reintegro dei liquidi nei casi più severi. Al conteggio interno si aggiungono 1.018 casi confermati acquisiti fuori dagli Stati Uniti, contabilizzati separatamente.



