Le famiglie italiane con figli a carico ricevono da oggi, 18 giugno, l’assegno unico di giugno 2026, con il pagamento erogato dall’INPS in due tranche: oggi e domani 19 giugno. La scadenza più delicata, però, riguarda chi non ha ancora aggiornato l’ISEE: resta solo fino al 30 giugno la possibilità di evitare la decurtazione dell’importo e di recuperare gli arretrati già persi da marzo.
Le date di pagamento
Il calendario INPS conferma lo schema seguito negli ultimi mesi. Chi riceve un importo invariato rispetto a maggio incassa l’assegno giovedì 18 e venerdì 19 giugno. Diverso il discorso per due categorie di beneficiari: le famiglie che hanno presentato una nuova domanda a maggio e quelle il cui assegno è stato oggetto di un conguaglio, a credito o a debito. Per loro il pagamento arriva nell’ultima settimana del mese, comunque entro il 30 giugno.
Quanto vale l’assegno
La rivalutazione annuale dell’1,4%, illustrata dall’INPS nella circolare n. 7/2026, ha aggiornato le soglie e gli importi base. Chi non ha presentato l’ISEE o supera i 46.582,71 euro riceve 58,30 euro al mese per figlio; chi rientra nella fascia più bassa, fino a 17.468,51 euro di ISEE, arriva invece a 203,80 euro. A marzo, secondo i dati INPS, l’importo medio erogato per figlio – comprese le maggiorazioni – si è fermato a 173 euro.
I numeri diffusi dall’Istituto nell’ultimo osservatorio statistico, pubblicato il 17 giugno, danno la misura della platea coinvolta: nel primo quadrimestre 2026 sono stati versati 6,6 miliardi di euro, che si aggiungono ai 19,8 miliardi distribuiti nel 2025. A beneficiarne sono oltre 6 milioni di nuclei familiari, per un totale di 9,5 milioni di figli.
L’ultima chiamata per l’ISEE
Il nodo più rilevante per chi è ancora in attesa riguarda l’ISEE. La scadenza naturale era fissata al 28 febbraio, ma dal 1° marzo chi non ha aggiornato l’indicatore riceve comunque l’assegno, sebbene con l’importo minimo. La normativa lascia però una finestra di recupero: presentando l’ISEE 2026 entro il 30 giugno, l’INPS riconosce anche gli arretrati maturati nei mesi precedenti. Superata questa data, il diritto agli arretrati si perde definitivamente e l’importo resterà quello minimo fino al mese in cui verrà presentato l’ISEE aggiornato.
Per verificare lo stato della domanda e i tempi di accredito, le famiglie possono accedere al fascicolo previdenziale del cittadino nell’area riservata del portale INPS, con credenziali SPID, CIE o CNS, oppure controllare tramite il Centro Notifiche dell’Istituto.




