A Cassaro il profumo del pane appena sfornato torna a uscire dagli antichi forni di comunità. Oggi, domenica 24 maggio, il piccolo borgo della provincia di Siracusa vive la seconda giornata del weekend dedicato alle tradizioni locali organizzato nell’ambito dei Borghi dei Tesori.
Per tutta la mattinata saranno nuovamente accesi i due storici forni custoditi nelle chiese di Sant’Antonio e San Sebastiano, dove le donne del paese preparano pane e scacce seguendo le ricette tramandate da generazioni. Sui tavoli farina, olio, origano, verdure e gli ingredienti semplici della cucina contadina che a Cassaro fanno ancora parte della memoria collettiva.
Dopo gli anni dello stop imposto dalla pandemia, il paese prova così a recuperare anche il valore delle tavolate sociali, quando famiglie e vicini si ritrovavano per mangiare insieme nel cuore del borgo.
Passeggiata tra le chiese e il centro storico ricostruito dopo il terremoto
La giornata di oggi prevede anche una passeggiata guidata tra le vie di Cassaro, ricostruito dopo il terremoto del 1693. Il percorso parte alle 10.45 dalla Chiesa Madre e attraversa il centro storico fino alle chiese di San Sebastiano e Sant’Antonio, dove per l’occasione viene riaperto anche il secondo forno di comunità.
Tra le tappe inserite nel programma c’è anche Palazzo Carfì, che ospita il museo dedicato alla banda storica del paese, ai paramenti sacri e agli ambienti della tradizione contadina dell’Ottocento.
Nel circuito delle visite rientra pure Borgo Rizza, la piccola frazione rurale oggi disabitata poco distante da Cassaro.
I forni storici e l’antica tradizione del “Cialibru”
I due forni in pietra delle chiese del paese nascono dall’antica tradizione del “Cialibru”, l’asta dei prodotti agricoli che le famiglie offrivano ai santi patroni come segno di devozione.
Negli anni questi spazi sono diventati luoghi di incontro per la comunità e venivano utilizzati anche per finanziare le attività parrocchiali. Prima del Covid ospitavano spesso cene collettive e momenti di socialità che oggi il paese prova lentamente a recuperare.
L’iniziativa rientra nel progetto “Sicilia che piace 2026”, sostenuto dall’assessorato regionale alle Attività produttive e inserito nel calendario dei Borghi dei Tesori.



