Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha messo nero su bianco i limiti applicativi della rottamazione-quinquies e le linee guida per il Concordato Preventivo Biennale 2026/2027. Le indicazioni arrivano da due risposte a interrogazioni parlamentari datate 20 maggio 2026 (n. 5-05405 e n. 5-05407).
Sul fronte della rottamazione, il MEF ha escluso l’estensione del beneficio ai debiti verso le Casse previdenziali privatizzate e alla gestione INPGI. La motivazione riguarda sia aspetti tecnici sia profili di sostenibilità finanziaria. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione, secondo quanto riportato, non disporrebbe infatti di informazioni sufficienti per distinguere in modo puntuale i carichi non derivanti da attività di accertamento, condizione necessaria per l’accesso alla definizione agevolata.
Un ulteriore elemento riguarda i tempi della procedura. Il termine per le domande risultava già fissato al 30 aprile 2026, rendendo complessa qualsiasi estensione della platea senza impatti sul calendario dei pagamenti e sulle coperture di finanza pubblica. La misura resta quindi circoscritta ai carichi affidati tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, inclusi quelli derivanti da controlli automatici e formali, oltre ai contributi previdenziali INPS non originati da accertamento.
Diverso il quadro sul Concordato Preventivo Biennale. Il MEF ha confermato che per il biennio 2026/2027 non sono previsti cambiamenti strutturali nella metodologia di calcolo delle proposte rispetto ai cicli precedenti. Lo strumento rimane volontario e orientato a stabilizzare il rapporto tra contribuenti e fisco, senza introdurre automatismi di tassazione presuntiva.
I dati diffusi sul primo anno di applicazione indicano oltre mezzo milione di adesioni, pari a circa il 20% della platea potenziale. Tra i soggetti coinvolti, il 41% presentava un livello di affidabilità fiscale basso secondo gli ISA, mentre il 33,9% risultava già pienamente affidabile.
Tra le novità regolamentari richiamate figura anche la possibilità di uscita dal concordato in caso di shock economici legati a conflitti armati o instabilità geopolitiche, come previsto dal decreto ministeriale dell’11 maggio 2026.
Il Governo ha inoltre confermato il monitoraggio sugli effetti del CPB sul gettito, con l’obiettivo di mantenere equilibrio tra entrate fiscali e adesione volontaria dei contribuenti.
Il perimetro complessivo definito dal MEF conferma una linea di continuità: restrizione delle sanatorie previdenziali extra INPS e stabilità del concordato come strumento di programmazione fiscale.




