Il bonus per gli studenti delle scuole paritarie è pronto a entrare nella fase operativa. Il Garante per la protezione dei dati personali ha espresso parere favorevole sullo schema di decreto attuativo predisposto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che definisce le modalità di accesso al contributo previsto dalla legge di Bilancio 2026.
La misura riconosce un sostegno economico fino a 1.500 euro per ciascuno studente avente diritto. Potranno beneficiarne le famiglie con un ISEE non superiore a 30 mila euro che abbiano figli iscritti a una scuola paritaria secondaria di primo grado oppure al primo biennio di una scuola secondaria di secondo grado paritaria.
L’importo effettivamente erogato varierà in base alla situazione economica del nucleo familiare. Il decreto prevede infatti fasce di contribuzione inversamente proporzionali all’ISEE e l’assegnazione delle somme dovrà avvenire entro i limiti delle risorse disponibili. Per il 2026 la legge ha stanziato 20 milioni di euro. Nel calcolo del beneficio saranno considerate anche eventuali agevolazioni già concesse dalle Regioni per la stessa finalità.
La domanda dovrà essere presentata attraverso la Piattaforma Unica del Ministero, utilizzando il servizio digitale dedicato denominato “richiesta bonus paritarie”. Potranno fare richiesta i genitori o chi esercita la responsabilità genitoriale, purché appartengano allo stesso nucleo familiare ISEE dello studente. La procedura sarà aperta anche agli studenti maggiorenni che risultino autonomi ai fini ISEE.
Una volta verificati i requisiti, il contributo sarà accreditato tramite bonifico sul conto corrente indicato nella domanda. L’erogazione sarà gestita dall’Ufficio scolastico regionale competente in base alla sede della scuola frequentata.
Il decreto disciplina anche le verifiche necessarie per accertare il diritto al beneficio. Il sistema acquisirà dall’INPS le informazioni relative al nucleo familiare e alla fascia ISEE del richiedente. In caso di esito positivo sarà effettuato un ulteriore controllo attraverso l’Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR) per verificare il rapporto di genitorialità o la titolarità della responsabilità genitoriale nei confronti dello studente.
Chi presenta domanda dovrà inoltre dichiarare l’eventuale percezione di contributi regionali destinati allo stesso scopo, indicandone l’importo. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito potrà svolgere controlli, anche a campione, sulle dichiarazioni rese.
Nel parere adottato il 18 giugno 2026, il Garante Privacy ha ritenuto che lo schema di decreto recepisca le osservazioni formulate durante il confronto con il Ministero e con l’INPS. Tra gli aspetti valutati positivamente figurano la definizione dei soggetti legittimati a presentare la domanda, la limitazione dei dati personali trattati alle sole informazioni necessarie e la cancellazione immediata dei codici fiscali dei componenti del nucleo familiare ISEE dopo la verifica effettuata presso l’INPS.



