Scade il 30 giugno 2026 il termine utile per presentare la Dsu e ottenere gli arretrati dell’Assegno unico universale a partire da marzo. La misura coinvolge le famiglie che hanno un Isee aggiornato o che devono ancora trasmettere la documentazione all’INPS.
Il ricalcolo dell’importo riguarda i nuclei familiari che non hanno aggiornato la propria situazione reddituale. In questi casi, l’INPS riconosce le differenze spettanti rispetto alle mensilità già erogate.
L’Assegno unico universale è gestito dall’INPS e varia in base all’Isee e al numero dei figli a carico. Senza Dsu aggiornata viene erogato l’importo minimo previsto.
Chi presenta la Dichiarazione sostitutiva unica entro la scadenza del 30 giugno può ottenere il ricalcolo e il pagamento degli arretrati maturati da marzo. Oltre tale data, l’adeguamento decorre dal mese di presentazione senza recupero delle mensilità precedenti.
La misura interessa in particolare le famiglie che hanno avuto variazioni di reddito, cambiamenti nel nucleo familiare o mancato aggiornamento dell’Isee all’inizio dell’anno.
L’importo dell’Assegno unico dipende da tre elementi principali: Isee, numero dei figli e condizioni specifiche del nucleo.
Per i figli minorenni, la quota può arrivare fino a 203,80 euro mensili per le fasce Isee più basse, mentre scende fino a 58,30 euro in assenza di Dsu o con Isee superiore alle soglie previste.
Per i figli tra 18 e 21 anni, l’importo è ridotto e riconosciuto solo in presenza di requisiti come studio, tirocinio, reddito entro i limiti o stato di disoccupazione registrata.
Sono previste maggiorazioni per i figli con disabilità, senza limiti di età, oltre a incrementi per famiglie numerose e per nuclei con entrambi i genitori lavoratori.
Il sistema di aggiornamento Isee resta determinante non solo per il valore mensile dell’assegno, ma anche per il recupero degli arretrati, che può incidere in modo significativo sull’importo complessivo erogato alle famiglie.




