L’assegno unico e universale continua anche nel 2026 a rappresentare una delle principali misure di sostegno economico per le famiglie con figli a carico. La prestazione, gestita dall’INPS, spetta a lavoratori dipendenti, autonomi, pensionati, disoccupati e inoccupati, con importi che variano in base all’ISEE aggiornato.
La misura riguarda i figli minorenni e, in presenza di specifiche condizioni, anche quelli maggiorenni fino ai 21 anni. Per i figli con disabilità non sono previsti limiti anagrafici.
L’assegno viene riconosciuto dal settimo mese di gravidanza per i nuovi nati e può essere richiesto attraverso il portale dell’INPS con autenticazione SPID, CIE o CNS.
Le famiglie che presentano un ISEE valido ricevono l’importo calcolato in base alla fascia economica di appartenenza. In assenza della certificazione aggiornata, l’Istituto eroga invece il contributo minimo previsto dalla normativa.
Tra i destinatari rientrano tutte le principali categorie lavorative: dipendenti pubblici e privati, autonomi, pensionati e soggetti senza occupazione. L’assegno mantiene carattere universale, ma gli importi cambiano in relazione alla situazione reddituale del nucleo familiare.
Per i figli maggiorenni il beneficio resta riconosciuto fino ai 21 anni soltanto in presenza di determinati requisiti. L’assegno può essere erogato se il figlio frequenta un corso scolastico, universitario o professionale, svolge un tirocinio oppure un’attività lavorativa con reddito inferiore a 8mila euro annui.
La prestazione è riconosciuta anche ai giovani registrati come disoccupati presso i servizi pubblici per l’impiego o impegnati nel servizio civile universale.
L’INPS conferma che la domanda può essere trasmessa online attraverso l’area riservata del portale istituzionale. Una volta approvata, l’erogazione avviene mensilmente sul conto indicato dal richiedente.
Secondo gli ultimi aggiornamenti pubblicati dall’Istituto, l’assegno unico continua a rappresentare una delle voci più rilevanti della spesa per il sostegno alle famiglie, coinvolgendo milioni di nuclei in tutta Italia.
Per evitare riduzioni dell’importo, resta fondamentale aggiornare annualmente l’ISEE. Il rinnovo della domanda non è invece necessario per chi ha già una pratica attiva e non ha subito variazioni nella composizione familiare.



