L’Istituto superiore di sanità chiarisce i rischi dopo i casi registrati sulla MV Hondius e spiega come si trasmette il virus. I virus hantavirus sintomi sono tornati al centro dell’attenzione sanitaria internazionale dopo il focolaio registrato sulla nave da crociera MV Hondius. Secondo quanto comunicato dall’Organizzazione mondiale della sanità il 2 maggio 2026, sono stati segnalati sette casi tra confermati e sospetti con tre decessi associati al virus Andes, una variante rara diffusa nelle Americhe.
Come ricorda l’Istituto superiore di sanità, gli hantavirus sono virus trasmessi principalmente dai roditori e possono provocare infezioni respiratorie o renali anche severe. Al momento, secondo i dati europei disponibili, non risultano casi umani segnalati in Italia.
Gli esperti dell’ISS spiegano che il contagio avviene soprattutto attraverso il contatto con urine, saliva o feci di roditori infetti oppure respirando particelle contaminate presenti nell’aria. Il virus Andes identificato nel cluster della MV Hondius rappresenta però un’eccezione importante: è infatti l’unico hantavirus per cui sia stata documentata una limitata trasmissione interumana in caso di contatti stretti e prolungati.
Secondo i dati aggiornati dall’OMS e ripresi dall’Ecdc, nella Regione delle Americhe nel 2025 sono stati registrati 229 casi e 59 decessi legati agli hantavirus. In Europa, invece, nel 2023 sono state segnalate 1.885 infezioni, il dato più basso degli ultimi anni.
Virus Hantavirus sintomi e forme dell’infezione
La forma associata al virus Andes può causare la sindrome cardiopolmonare da hantavirus. I sintomi iniziali sono spesso simili a quelli influenzali: febbre, mal di testa, dolori muscolari, brividi, nausea, vomito e disturbi gastrointestinali.
Nelle forme più severe possono comparire difficoltà respiratoria improvvisa e abbassamento della pressione arteriosa, segnali che indicano un coinvolgimento polmonare importante. Secondo l’ISS, il periodo di incubazione varia generalmente tra una e otto settimane dall’esposizione.
La diagnosi viene effettuata attraverso valutazione clinica e test di laboratorio specifici. Ad oggi non esistono vaccini autorizzati né antivirali specifici contro gli hantavirus. Le cure disponibili sono di supporto e mirano alla gestione delle complicanze respiratorie, cardiache e renali.
L’Ecdc sottolinea comunque che il rischio per la popolazione europea resta basso. In una valutazione pubblicata dopo il focolaio della MV Hondius, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie evidenzia che il virus “non si trasmette facilmente” e che in Europa non è presente il roditore considerato serbatoio naturale del virus Andes.
Tra le principali misure preventive indicate dagli esperti figurano la corretta conservazione di alimenti e rifiuti, la pulizia sicura degli ambienti infestati e l’uso di detergenti o disinfettanti prima della rimozione di materiali contaminati. Le autorità sanitarie raccomandano inoltre attenzione all’igiene delle mani e alle normali precauzioni contro le infezioni respiratorie. Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere medico professionale. Per qualsiasi dubbio sulla propria salute consultare il medico di base o uno specialista.



