L’OMS esclude il rischio pandemia ma avverte: il periodo di incubazione può arrivare a sei settimane. L’UE attiva il meccanismo di protezione civile e coordina il tracciamento dei contatti in quattro continenti. Il focolaio di hantavirus a bordo della nave da crociera MV Hondius continua a tenere in allerta le autorità sanitarie internazionali. Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, aggiornata al 7 maggio 2026, i casi confermati sono cinque su otto complessivi segnalati, con tre decessi: una coppia olandese e una donna tedesca. L’OMS ha precisato che “non prevediamo una grande epidemia, né una pandemia”, ma ha ribadito che il focolaio “deve essere gestito con cautela date le sue caratteristiche”.
Il ceppo identificato è quello Andes — l’unico hantavirus noto capace, in casi rari, di trasmettersi da persona a persona — solitamente circoscritto all’America del Sud. La trasmissione interumana rimane documentata solo in contesti di stretto contatto prolungato.
Come si è diffuso il contagio a bordo
Il primo caso confermato riguarda un passeggero britannico di 69 anni, risultato positivo il 2 maggio 2026 dopo essere stato sbarcato il 27 aprile sull’isola di Ascensione e trasferito a Johannesburg. Un passeggero svizzero, invece, ha ricevuto conferma dell’infezione il 5 maggio, dopo aver lasciato la nave a Sant’Elena.
Il punto di partenza della crociera era Ushuaia, Argentina, dove il 1° aprile si sono imbarcati 114 passeggeri. Il 24 aprile, a Sant’Elena, sono scesi 29 passeggeri di 12 nazionalità diverse — inclusa la salma di un passeggero deceduto a bordo già l’11 aprile e inizialmente classificato come morte per cause naturali. Il primo caso confermato ufficialmente è stato dichiarato il 4 maggio 2026.
Tra le situazioni monitorate con più attenzione c’è quella di un’assistente di volo KLM che aveva avuto contatti con una delle passeggere contagiate: la donna è stata ricoverata ad Amsterdam per accertamenti dopo la comparsa di sintomi lievi. Tre casi sospetti sono stati sbarcati a Capo Verde e trasferiti con voli sanitari da Praia.
Rischio basso per la popolazione, alta sorveglianza internazionale
L’ECDC e il Ministero della Salute italiano hanno valutato il rischio per la popolazione generale europea come molto basso. L’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma è attivamente coinvolto nelle analisi virologiche nell’ambito della rete europea dei laboratori di riferimento per virus emergenti e zoonotici.
Sul fronte europeo, la Commissione ha attivato il meccanismo di protezione civile su richiesta della Spagna e ha riunito le autorità sanitarie degli Stati membri per coordinare il rimpatrio dei passeggeri, le linee guida sulla quarantena e la comunicazione del rischio. La Commissione ha specificato che “la tutela della salute pubblica rimane la priorità assoluta”.
Le autorità sanitarie di quattro continenti stanno tracciando i movimenti di chi era a bordo o ha avuto contatti con i contagiati. Tra questi un danese rientrato in patria asintomatico, che si è posto in autoisolamento, e due persone nel Regno Unito a cui è stato chiesto lo stesso. Due residenti di Singapore a bordo della Hondius sono stati isolati in attesa dei test.
Dove si trova la nave e cosa succede ora
La MV Hondius — di proprietà della compagnia olandese Oceanwide Expeditions — prosegue il viaggio verso le Canarie. Le Isole Canarie hanno però bloccato l’attracco, con il presidente regionale Fernando Clavijo che ha dichiarato di non poter “permettere l’ingresso della nave”. L’OMS ha replicato che la Spagna ha “un obbligo morale e legale” di assistere i passeggeri, tra cui diversi cittadini spagnoli.
A bordo restano circa 150 persone. Stando alla comunicazione della compagnia di crociere, al 7 maggio 2026 nessuno dei passeggeri presenti sull’imbarcazione presenta sintomi. Il periodo di incubazione del virus può arrivare fino a sei settimane, elemento che rende il tracciamento dei contatti particolarmente critico nelle prossime settimane.




