La nuova Rottamazione quinquies prevista dalla Manovra 2026 si prepara a entrare nella fase applicativa. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione dovrà inviare entro il 30 giugno 2026 i piani di pagamento ai contribuenti che hanno aderito alla definizione agevolata.
Il sistema prevede la possibilità di saldare debiti fiscali, contributivi e sanzioni amministrative in forma agevolata, senza sanzioni e interessi, attraverso un piano rateale fino a 54 rate bimestrali, pari a circa nove anni complessivi.
La misura riguarda le cartelle comprese tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Sono inclusi mancati versamenti derivanti da controlli automatici e formali dell’Agenzia delle Entrate, contributi previdenziali INPS e alcune multe amministrative, tra cui violazioni del Codice della strada.
Restano esclusi diversi contribuenti rispetto alle aspettative iniziali. L’accesso è stato limitato a chi risultava non in regola con la precedente Rottamazione quater al 30 settembre, senza possibilità di passaggio automatico tra le diverse edizioni della definizione agevolata.
Sul piano delle adesioni, le stime contenute nel disegno di legge di Bilancio indicano un gettito atteso pari a circa 9 miliardi di euro, molto inferiore rispetto ai circa 53 miliardi stimati per la precedente edizione della rottamazione. Il dato evidenzia un ridimensionamento della platea potenziale.
Le domande presentate si attestano attorno a 1,8 milioni, secondo le prime rilevazioni diffuse sul provvedimento. Una parte significativa dei contribuenti ha scelto di non aderire o non possiede i requisiti previsti dalla normativa.
La misura si inserisce nella strategia di gestione dei crediti fiscali accumulati negli anni, con l’obiettivo di favorire il rientro graduale dei debiti verso lo Stato. Tuttavia, la dilazione su lungo periodo rende l’impatto finanziario distribuito nel tempo, con effetti differiti sui flussi di cassa pubblici.
Il vero banco di prova sarà la tenuta dei pagamenti nel lungo periodo. La durata del piano fino a nove anni introduce una variabile di rischio legata alla continuità dei versamenti da parte dei contribuenti aderenti.
Secondo le prime valutazioni degli operatori fiscali, la sostenibilità della misura dipenderà dalla capacità dei beneficiari di mantenere regolari i versamenti nelle diverse fasi del piano rateale.




