La rottamazione quinquies cambia forma. Dopo che le domande della prima finestra si sono chiuse il 30 aprile 2026, il Senato ha approvato un emendamento al decreto Fiscale che apre una seconda tranche della sanatoria — stavolta estesa anche alle cartelle esattoriali su tributi locali, fino ad oggi escluse.
IMU, TARI, bollo auto, multe dei vigili: cartelle che migliaia di contribuenti si sono visti rifiutare nella prima tornata, pur avendo debiti affidati all’Agenzia delle Entrate Riscossione entro il 31 dicembre 2023. Ora quelle stesse posizioni potranno rientrare — a condizione che i singoli enti locali decidano di aderire.
Cosa è cambiato e perché
La sanatoria originaria consentiva di saldare solo i debiti verso le amministrazioni centrali — imposte sui redditi, contributi INPS, IVA. Le cartelle legate a imposte locali erano fuori perimetro. Un limite che aveva reso la misura poco efficace per chi aveva accumulato debiti proprio su IMU o tasse sui rifiuti. L’emendamento corregge questa asimmetria.
Restano invariate le condizioni di base: lo sconto copre interessi, sanzioni e aggi di riscossione. Si paga solo il capitale originario. È possibile rateizzare fino a 54 rate bimestrali in nove anni, con l’aggiunta degli interessi di dilazione.
Il calendario della nuova finestra
Gli enti locali dovranno deliberare l’adesione entro il 30 giugno 2026. È un passaggio non scontato: senza delibera di giunta, il comune o la provincia non partecipa, e i contribuenti di quel territorio restano fuori.
Entro il 15 settembre, l’Agenzia delle Entrate Riscossione comunicherà ai contribuenti le cartelle aggiuntive ammissibili. Le domande andranno presentate entro il 31 ottobre 2026. Il concessionario risponderà entro il 31 dicembre. La prima rata — o il pagamento in unica soluzione — scade il 31 gennaio 2027.
Cosa fare adesso
Chi ha già presentato domanda entro il 30 aprile è in attesa della comunicazione di accettazione e dei bollettini per la prima rata, in scadenza il 31 luglio 2026 (con cinque giorni lavorativi di tolleranza). Nessuna azione immediata richiesta su quel fronte.
Chi invece ha debiti esclusivamente su tributi locali — e per questo non aveva aderito alla prima finestra — dovrà verificare se il proprio comune delibera l’adesione entro giugno, poi attendere le comunicazioni di settembre e presentare domanda entro ottobre. L’iter è ancora in fase di approvazione definitiva: le regole operative potrebbero essere precisate nei prossimi decreti attuativi.



