L’OMS ha dichiarato un’emergenza sanitaria internazionale per il focolaio del virus Ebola Bundibugyo registrato nella Repubblica Democratica del Congo. Secondo quanto comunicato dall’agenzia sanitaria delle Nazioni Unite, il rischio riguarda soprattutto la diffusione regionale del contagio, anche se l’epidemia non è stata classificata come pandemia.
I primi dati diffusi dall’OMS indicano otto casi confermati in laboratorio e diversi casi sospetti in tre aree sanitarie della provincia di Ituri, nel nord-est del Congo. Tra le località coinvolte figurano Bunia, capoluogo provinciale, e le città minerarie di Mongwalu e Rwampara. Un contagio è stato inoltre confermato nella capitale Kinshasa, in un paziente rientrato dalla zona interessata dall’epidemia.
Le autorità sanitarie hanno segnalato anche due casi confermati nella vicina Uganda. Secondo quanto riferito dal governo ugandese, un uomo di 59 anni risultato positivo al virus è deceduto nei giorni scorsi.
Ebola Bundibugyo: sintomi e diffusione del virus
Il ceppo individuato è legato al virus Bundibugyo ebolavirus, variante rara del virus Ebola. Come precisato dall’OMS e rilanciato da fonti internazionali tra cui la BBC, al momento non risultano disponibili vaccini o farmaci specificamente approvati contro questo ceppo.
I sintomi iniziali comprendono febbre, dolori muscolari, forte stanchezza, mal di testa e mal di gola. Nelle fasi successive possono comparire vomito, diarrea, eruzioni cutanee ed episodi emorragici.
L’OMS ha spiegato che il numero reale dei contagi potrebbe essere superiore rispetto ai casi già accertati. L’agenzia teme infatti una trasmissione più ampia, favorita anche dagli spostamenti tra aree urbane e regioni di confine.
Un caso confermato è stato registrato anche nella città di Goma, nell’est della Repubblica Democratica del Congo. Secondo quanto dichiarato all’AFP dal direttore dell’Istituto nazionale congolese per la ricerca biomedica, Jean-Jacques Muyembe, si tratta della moglie di un uomo morto di Ebola a Bunia. La donna avrebbe raggiunto Goma già infetta.
L’epidemia interessa una zona già segnata da instabilità e tensioni armate. Goma è infatti sotto il controllo del gruppo M23 sostenuto dal Ruanda, elemento che potrebbe complicare ulteriormente le attività sanitarie e il monitoraggio epidemiologico.
L’OMS continua a monitorare la situazione attraverso squadre sul territorio e sistemi di sorveglianza sanitaria. L’agenzia ha invitato i Paesi confinanti a rafforzare controlli, tracciamento dei contatti e capacità diagnostica.



