La rottamazione quinquies si allarga ai tributi comunali. Un emendamento approvato in Commissione Finanze al Senato prevede l’estensione della definizione agevolata anche ai carichi affidati dai Comuni all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 2000 e il 2023. Tra le somme che potranno rientrare figurano Imu, Tari, sanzioni amministrative e parte delle multe stradali.
La novità riguarda contribuenti e imprese con pendenze verso enti locali e introduce un nuovo calendario operativo che coinvolgerà direttamente i Comuni entro il 2026. Restano invece esclusi alcuni debiti già regolarizzati con la rottamazione quater.
L’intervento amplia la platea della sanatoria prevista dalla legge n. 199/2025. Secondo quanto emerso durante l’esame parlamentare del decreto fiscale, gli enti locali potranno aderire alla misura approvando una delibera entro il 30 giugno 2026.
Per chi aderirà saranno definibili in forma agevolata i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Rientrano nella misura:
- Imu non versata;
- Tari arretrata;
- altri tributi comunali;
- sanzioni amministrative;
- multe stradali limitatamente a interessi e aggi.
Per le violazioni del Codice della strada continuerà invece a essere dovuto l’importo originario della sanzione.
Il nuovo schema punta a ridurre il peso di interessi e maggiorazioni accumulati negli anni. La misura interessa in particolare contribuenti decaduti dalle precedenti definizioni agevolate per mancati o tardivi pagamenti.
Il sottosegretario all’Economia Maurizio Leo, parlando dell’iter parlamentare della misura, ha spiegato che il Governo sta verificando coperture e adesioni potenziali. Gli emendamenti esaminati dalla Commissione Finanze sono stati oltre 400 dopo una prima scrematura.
Le scadenze previste per cittadini e Comuni
La tabella di marcia prevede più passaggi. Dopo l’adesione degli enti locali entro giugno 2026, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione renderà disponibili i dati dei carichi dal 15 settembre 2026.
Le domande dei contribuenti potranno essere inviate dal 16 settembre al 31 ottobre 2026.
Entro fine anno arriverà la comunicazione con l’importo complessivo dovuto e il piano scelto dal contribuente. Il saldo potrà avvenire:
- in un’unica soluzione entro il 31 gennaio 2027;
- oppure in un massimo di 54 rate bimestrali.
Nel caso della rateizzazione si applicherà un interesse fisso del 3% annuo. Ogni rata dovrà avere un importo minimo di 100 euro.
La norma stabilisce anche i casi di decadenza. Il mancato pagamento della prima rata oppure di due rate, anche non consecutive, farà perdere i benefici della definizione agevolata. In quel caso riprenderanno le attività di riscossione ordinaria e le somme già versate saranno considerate soltanto acconti sul debito residuo.
Restano esclusi dalla nuova procedura i contribuenti già in regola con la rottamazione quater alla data del 30 settembre 2025.



