L’ospedale “Giovanni Paolo II” di Ragusa entra nella rete nazionale Ospivax con il massimo riconoscimento previsto dal programma dedicato alla vaccinazione in ambito ospedaliero. Alla struttura dell’ASP di Ragusa sono stati assegnati tre Bollini Ospivax per il biennio 2026-2027.
Il riconoscimento riguarda l’attività dell’ambulatorio vaccinale ospedaliero, sviluppato per garantire percorsi dedicati ai pazienti più fragili. Il servizio, inizialmente nato per la presa in carico delle persone affette da HIV, è stato progressivamente esteso ad altre categorie cliniche considerate maggiormente esposte a rischi sanitari.
Oggi l’ambulatorio opera all’interno dell’ospedale Giovanni Paolo II seguendo pazienti ematologici, oncologici, reumatologici e persone con malattie infiammatorie croniche intestinali. L’attività è stata sviluppata dalle dottoresse Gemma Fuduli e Claudia Calì sotto il coordinamento della dottoressa Sonia Cilia.
Secondo quanto comunicato dall’ASP di Ragusa, il modello Ospivax punta a rafforzare il ruolo degli ospedali non soltanto come luoghi di cura, ma anche come centri di prevenzione sanitaria. L’obiettivo è facilitare l’accesso alle vaccinazioni per i soggetti più vulnerabili, riducendo tempi e criticità organizzative.
Il direttore generale dell’ASP, Giuseppe Drago, ha evidenziato come la vaccinazione in ambiente ospedaliero consenta una gestione più sicura per i pazienti fragili e migliori la capacità del sistema sanitario di intercettare i bisogni vaccinali specifici.
L’assegnazione dei tre Bollini colloca il presidio sanitario di Ragusa tra le strutture considerate di riferimento a livello regionale e nazionale nel campo della prevenzione ospedaliera.
L’accesso all’ambulatorio vaccinale è gratuito. Le prenotazioni vengono gestite telefonicamente attraverso il numero dedicato 0932/600224, con appuntamenti organizzati in base alla patologia del paziente e alle indicazioni cliniche.
La rete Ospivax valuta le strutture sanitarie che adottano percorsi vaccinali integrati e servizi specifici per categorie fragili, con attenzione particolare alla prevenzione e alla continuità assistenziale.




