La perdita di densità ossea colpisce soprattutto le donne in post-menopausa. Il Ministero della Salute richiama l’importanza di diagnosi precoce e prevenzione. L’osteoporosi sintomi resta spesso invisibile fino alla comparsa della prima frattura. Secondo i dati ISTAT relativi al 2023, in Italia il 7,7% della popolazione ha dichiarato di convivere con questa patologia, con una prevalenza che sale oltre il 30% tra gli over 74. A richiamare l’attenzione sulla prevenzione è anche il Ministero della Salute, che invita a monitorare i fattori di rischio e a sottoporsi ai controlli consigliati dal medico.
L’osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro caratterizzata da una riduzione della massa ossea e dal deterioramento del tessuto osseo. Questa condizione aumenta il rischio di fratture da fragilità, in particolare a carico di vertebre, femore e polso, anche dopo traumi lievi o cadute domestiche.
Tra i segnali che possono comparire nelle fasi più avanzate figurano forte dolore osseo, riduzione progressiva dell’altezza e postura incurvata, spesso associata a cifosi dorsale. La malattia interessa soprattutto le donne dopo la menopausa, ma può riguardare anche gli uomini e pazienti che assumono alcune terapie farmacologiche nel medio-lungo periodo.
Osteoporosi sintomi e diagnosi precoce
La diagnosi precoce è considerata uno degli strumenti principali per limitare la perdita ossea e prevenire le fratture. L’esame di riferimento è la MOC, la Mineralometria Ossea Computerizzata, una densitometria indolore che misura la densità minerale delle ossa.
Secondo il Ministero della Salute, in Italia si stima che l’osteoporosi coinvolga circa 5 milioni di persone, di cui l’80% donne in post-menopausa. L’incidenza delle fratture aumenta con l’età e le conseguenze possono essere rilevanti anche sul piano dell’autonomia personale. La mortalità legata alla frattura del femore raggiunge il 15-25% entro un anno dall’evento traumatico.
Accanto alla MOC, i medici possono prescrivere esami del sangue per valutare il metabolismo di calcio e fosforo e identificare eventuali fattori associati alla fragilità ossea.
La prevenzione parte già dall’infanzia. Gli specialisti ricordano l’importanza di una dieta equilibrata con adeguato apporto di calcio e vitamina D, insieme a un’attività fisica regolare. Camminata, ginnastica dolce ed esercizi di carico aiutano infatti il rimodellamento osseo e contribuiscono al mantenimento della massa scheletrica.
Tra i fattori di rischio modificabili rientrano anche sedentarietà, fumo, abuso di alcol, alimentazione povera di calcio ed eccessiva magrezza. Le autorità sanitarie consigliano inoltre controlli periodici per chi soffre di patologie croniche o segue terapie che possono favorire la perdita ossea.
Per informazioni aggiornate e materiali dedicati alla prevenzione è possibile consultare il portale ufficiale del Ministero della Salute sull’osteoporosi: Ministero della Salute – Osteoporosi



