A Ragusa si riaccende l’attenzione sulla chiusura del multisala Madison, dopo una lunga serie di atti amministrativi e verifiche tecniche. Il sindaco del Comune di Ragusa, Peppe Cassì, ha ricostruito pubblicamente i passaggi che hanno portato allo stop dell’attività, ribadendo la necessità di rispettare le procedure di sicurezza e autorizzazione.
La vicenda del cinema Madison di Ragusa si sviluppa attorno a una serie di controlli effettuati tra aprile e maggio 2026 da più enti istituzionali, tra cui Vigili del Fuoco e Questura di Ragusa, che hanno evidenziato criticità legate ai requisiti di sicurezza. Ecco una dichiarazione del sindaco che ricostruisce la sequenza dei fatti.
Ecco di seguito la dichiarazione del sindaco di Ragusa, Peppe Cassì
Riepiloghiamo i fatti.
Sabato 18 aprile ricevo una nota dei Vigili del Fuoco di Ragusa che così conclude: “In considerazione delle carenze accertate in ordine ai requisiti di sicurezza antincendio e valutato il potenziale pericolo per la pubblica incolumità […] il titolare è stato diffidato dal proseguire le proiezioni cinematografiche […] conseguentemente la SCIA è da considerarsi sospesa”.
Lo stesso 18 aprile ricevo anche una nota della Questura di Ragusa (che ha effettuato sopralluogo congiunto con i VVFF): “Per quanto sopra rappresentato, si chiede a codesto Ente (cioè al Comune di Ragusa) […] di valutare l’immediata diffida ai gestori dell’attività e l’inibizione di accesso al pubblico sino a quando gli stessi non procederanno a regolarizzare quanto segnalato”.
Il giorno stesso non posso quindi esimermi dall’emettere una ordinanza di chiusura del multisala, specificando che “la riapertura del locale è subordinata alla verifica del superamento delle criticità riscontrate e all’acquisizione delle apposite certificazioni / autorizzazioni da parte degli organi competenti”.
Nei giorni successivi la proprietà comunica di avere messo a posto le misure antincendio, sorvolando sulle altre problematiche amministrative connesse alla regolarità delle autorizzazioni. Decido quindi in autonomia, pur in mancanza di un’esplicita istanza da parte loro, di convocare la commissione di vigilanza (composta, tra gli altri, da funzionario amministrativo e funzionario tecnico del Comune, Asp, Polizia Locale, Vigili del Fuoco), deputata alla verifica dei requisiti di legge.
La commissione si riunisce il 30 aprile e così conclude: “Relativamente agli aspetti di prevenzione incendi rimane sospesa la SCIA […] in quanto quella presentata il 28.4.26 non è ritenuta valida e non produce gli effetti autorizzativi previsti […] La Commissione, al fine di esprimere il proprio parere al momento non possibile per assenza di documentazione, invita il titolare della società Madison Cinemas Srl ad attivare le procedure finalizzate all’ottenimento della nuova licenza”.
Per arrivare quanto prima a una soluzione, decido di invitare i dirigenti della Questura e dei VVFF a un incontro informale, tenuto il 5 maggio, per approfondire le problematiche insieme a dirigenti e funzionari del Comune. Non mi sfuggiva infatti, e non mi sfugge adesso, l’urgenza di riaprire il multisala.
Al termine del vertice si stabilisce di invitare a un successivo incontro informale, da tenersi a stretto giro, il titolare della struttura, in modo da fornirgli ogni chiarimento sull’iter da seguire.
Contatto quindi personalmente il titolare dello Studio Legale romano che assiste la proprietà, il quale termina la conversazione telefonica assicurandomi che avrebbe interloquito con la sua cliente e mi avrebbe fatto sapere.
Da quel giorno silenzio assoluto, fino al messaggio pubblicato sul sito del cinema con cui si informa la gentile clientela che: “A causa del protrarsi della ordinanza di chiusura emessa dal sindaco di Ragusa e dalla assenza di riscontri ufficiali nonostante la documentazione presentata dalla società, è stata avviata la procedura di cessazione definitiva della attività”.
La volontà di risolvere la questione permane. Se Ragusa dovesse perdere il multisala sarebbe una ferita lacerante per tutti. Non possiamo tuttavia esimerci dal pretendere il rispetto delle procedure.
Per ulteriore chiarezza, allego a questa mia nota copia della domanda da presentare alla commissione, che riepiloga tutta la documentazione necessaria secondo la legge per concedere l’agibilità.”



