Scade mercoledì 30 settembre il termine per pagare la seconda rata della rottamazione-quinquies, la definizione agevolata delle cartelle introdotta dalla legge di Bilancio 2026. Devono versarla i contribuenti che hanno aderito presentando domanda entro il 30 aprile scorso, per non perdere lo sconto su sanzioni e interessi. Il promemoria arriva dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
La data pesa più di quanto sembri. Il piano decade quando, alla scadenza di una rata, ne risultano due non pagate o versate solo in parte. La prima rata scadeva il 31 luglio: chi l’ha saltata e non salda nemmeno la seconda entro mercoledì perde i benefici della definizione agevolata.
I cinque giorni di tolleranza, solo per l’ultima rata
C’è un’eccezione. Per chi ha scelto di dividere il debito in due rate soltanto, quella del 30 settembre è anche l’ultima del piano. In questo caso la legge considera tempestivi i versamenti fatti nei cinque giorni successivi, quindi fino a lunedì 5 ottobre. La tolleranza vale solo per l’ultima rata o per il pagamento in un’unica soluzione, scaduto il 31 luglio: chi ha un piano più lungo non può contarci per la rata di settembre.
Dove recuperare i moduli e come pagare
Il versamento va fatto con il modulo allegato alla comunicazione delle somme dovute. Chi non la trova più può scaricarla dall’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, con il dettaglio degli importi e i bollettini. In alternativa può chiederla via e-mail dall’area pubblica del sito, senza credenziali: basta allegare un documento di riconoscimento.
I canali sono molti: banche, uffici postali, tabaccherie e ricevitorie, sportelli bancomat abilitati, home banking e servizi online di Poste Italiane e degli altri prestatori aderenti a pagoPa. Si paga anche sul sito dell’Agenzia, con l’app Equiclick oppure agli sportelli, prenotando prima un appuntamento.
Sullo stesso sito è consultabile un calendario con tutte le scadenze della rottamazione-quinquies e delle altre definizioni agevolate ancora aperte. Le date si possono salvare come promemoria e da lì si può pagare direttamente la rata.
Quali debiti rientrano e cosa si risparmia
La misura, prevista dalla legge 199 del 2025, riguarda soltanto alcuni carichi affidati alla riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023: imposte dichiarate ma non versate, contributi Inps non pagati (esclusi quelli richiesti dopo un accertamento) e multe per violazioni del codice della strada affidate dalle Prefetture.
Chi aderisce paga il debito residuo a titolo di capitale, più il rimborso delle spese per eventuali procedure esecutive e i diritti di notifica. Restano fuori interessi e sanzioni, interessi di mora, le cosiddette sanzioni civili legate ai contributi previdenziali e l’aggio. Per le multe stradali delle Prefetture il conto è diverso: la sanzione resta dovuta, mentre cadono gli interessi, maggiorazioni comprese, e l’aggio.




