A Catania l’aeroporto Vincenzo Bellini può accogliere al massimo cinque atterraggi l’ora da oggi, giovedì 24 settembre, dalle 13.30 fino alle 21. La nuova stretta è legata all’attività dell’Etna. Dai crateri sommitali esce cenere e la nube eruttiva ha raggiunto i 4 chilometri di altezza. Lo scalo resta operativo con queste limitazioni.
Il limite precedente era già più basso del normale: dieci arrivi l’ora. Quando lavora a pieno regime, il Bellini ne gestisce dodici ogni sessanta minuti. Con la soglia scesa a cinque, la capacità si ferma a meno della metà. Nelle sette ore e mezza della fascia interessata possono atterrare circa 37 voli, contro i 90 possibili in condizioni ordinarie.
In mattinata era già stato chiuso anche uno spazio aereo sopra il vulcano. Alle 7 l’Osservatorio etneo di Catania dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia aveva emesso il VONA rosso. È l’avviso per l’aviazione (Volcano observatory notice for aviation), e il rosso è il grado più alto su una scala di quattro.
La restrizione riguarda gli arrivi. Chi atterra a Catania nel pomeriggio o in serata, o deve andare a prendere qualcuno allo scalo, può controllare lo stato del volo sul sito della compagnia aerea o dell’aeroporto prima di mettersi in viaggio.
Sul fronte del vulcano il tremore, cioè il parametro che misura l’energia con cui il magma risale all’interno dell’edificio vulcanico, resta su valori medio-bassi.



