Tra gennaio e maggio 2026 l’Italia ha contato 472 casi confermati di morbillo, contro i 322 dello stesso periodo del 2025: circa il 46% in più. Lo certifica una circolare del ministero della Salute, che analizza l’andamento della malattia tra il 2024 e il 2026 e chiede alle Regioni di rafforzare sorveglianza e vaccinazioni, a partire dagli adulti che non hanno mai completato il ciclo.
La Sicilia non compare tra le regioni in cui i contagi crescono di più. Ha però il dato di copertura vaccinale più basso fra quelli riportati dal ministero: nel 2024 le due dosi raggiungevano il 67,88% della popolazione di riferimento. La soglia indicata dall’Organizzazione mondiale della sanità per interrompere la trasmissione del virus è il 95%, e nel 2024 nessuna Regione o Provincia autonoma l’ha toccata.
La risalita arriva dopo due anni di segno opposto. Nel 2024 il virus aveva circolato molto, con oltre mille casi notificati. Nel 2025 i contagi confermati in laboratorio erano scesi a 497 in tutto l’anno. Nel 2026 la curva ha ripreso a salire, ma non ovunque allo stesso modo.
Il salto più netto riguarda la Calabria, passata da 17 a 265 casi. In Campania si è passati da 18 a 100, in Toscana da 6 a 49, nel Lazio da 47 a 54.
Ad ammalarsi sono soprattutto i giovani adulti. La maggior parte dei casi notificati nel 2026 riguarda persone tra i 15 e i 39 anni e, tra quelle di cui si conosce lo stato vaccinale, il 94,7% non era vaccinato. Per il ministero è il segno di una fascia ampia di adulti rimasta senza una protezione completa.
C’è poi il capitolo degli ospedali. Su 417 contagiati con professione nota, 55 sono operatori sanitari, pari al 13,2%. Se si considerano solo gli adulti con professione conosciuta, la quota sale al 19,2%.
Da qui le indicazioni alle Regioni: individuare subito i nuovi casi, potenziare la sorveglianza e organizzare campagne di recupero vaccinale rivolte anche agli adulti e alle categorie più esposte alle conseguenze dell’infezione. Gli interventi vanno concentrati nelle fasce d’età e nei territori dove le persone non immunizzate sono di più.
Dopo la Sicilia, le coperture più basse indicate nella circolare sono quelle della Campania, al 71,89%, e della Provincia autonoma di Bolzano, al 73,69%. La Campania è anche una delle quattro regioni dove i casi sono aumentati di più nel 2026.



