Scicli aggiunge un’altra pagina alla carriera della sua poetessa più premiata. Giovanna Drago, scrittrice e poetessa sciclitana, ha ottenuto il secondo posto al Premio Nazionale di Poesia «G. Tusa» di Partanna. Il riconoscimento, alla XXVIII edizione nella sezione dialetto siciliano, è arrivato per la lirica «Paroli muti». La premiazione si è svolta sabato scorso, 5 settembre. Solo poche ore dopo dal rientro a casa da Partanna è arrivata la notizia di un secondo riconoscimento: il primo premio al Concorso Nazionale di Poesia «Giacomo Giardina» di Bagheria. Il premio, alla XX edizione nella sezione poesia in lingua italiana, è stato assegnato per «Preghiera nell’azzurro».
«Sono rientrata da Partanna con negli occhi ancora le immagini di quella serata, le voci, gli abbracci, le strette di mano e il calore di un’accoglienza che porterò con me», ha raccontato la poetessa. È stato solo poche ore dopo, con i vestiti del viaggio ancora nella valigia, che è arrivata la comunicazione del premio di Bagheria.
Il Concorso «Giacomo Giardina», giunto alla ventesima edizione, ha assegnato a Drago il primo posto nella Sezione A, dedicata alla poesia in lingua italiana. Per la scrittrice sciclitana è un’estate di due riconoscimenti nazionali ravvicinati, dopo una lunga serie di premi ricevuti negli anni precedenti in altri concorsi letterari.
«Ho pensato: possibile? Un’altra emozione così, proprio adesso?», ha detto Drago, descrivendo lo stupore provato nel leggere la notizia del premio di Bagheria mentre la valigia del viaggio a Partanna era ancora da disfare.
«I premi fanno piacere. Eccome se fanno piacere. Ma non è il premio a dare valore alla poesia. La poesia viene prima», ha spiegato la poetessa, che vive e scrive a Scicli. “La poesia nasce quando sei sola con te stessa, quando un’emozione diventa così insistente da chiederti di essere scritta. Nasce da un ricordo, da un dolore, da un’immagine, dal mare che guardi dalla finestra, da una parola ascoltata per caso, da qualcosa che ti attraversa e non vuole più andare via. E allora prendi un foglio e cominci a cercare.
Cerchi la parola giusta, quella che non tradisca ciò che senti. La cancelli, la riscrivi, la lasci riposare. Poi ritorni a leggerla e ti chiedi se davvero sei riuscita a dire ciò che avevi dentro.
È questo, per me, il vero viaggio della poesia.
I premi sono approdi lungo il cammino. Sono carezze, incoraggiamenti, piccoli segnali che ti dicono di continuare. Ma la vera ricompensa rimane sempre quella cosa misteriosa che accade quando qualcuno legge i tuoi versi e, per un attimo, vi ritrova qualcosa di sé. E adesso, insieme alla gioia di questi riconoscimenti, porto con me una certezza: finché avrò qualcosa da sentire, da ricordare e da raccontare, continuerò a scrivere. Perché i premi possono arrivare oppure no. La poesia, invece, quando ha trovato casa dentro di te, non smette più di bussare”.



