La poetessa sciclitana Giovanna Drago ha conquistato il primo premio al Concorso nazionale di poesia “Città di Chiaramonte – Premio Sygla” grazie a Tra n’çiatu e n’autru, poesia scritta in lingua siciliana. La cerimonia di premiazione si è svolta ieri sera nel cortile del Convento di Santa Maria di Chiaramonte Gulfi, dove all’autrice è stato consegnato il riconoscimento dal sindaco di Chiaramonte Gulfi Mario Cutello.
Il successo ottenuto conferma l’attenzione del concorso verso la produzione poetica in lingua siciliana e premia un testo che la commissione giudicatrice ha definito «potente, commovente, intriso di nostalgia». Nella motivazione ufficiale, la giuria sottolinea come la poesia racconti la consapevolezza del tempo che passa senza rinunciare a un forte attaccamento alla vita. Vengono richiamati alcuni versi del componimento — «ora ca sugnu a lu scurari» e «cca uogghiu arristari» — interpretati come il punto di equilibrio tra la coscienza della fragilità umana e la volontà di continuare a vivere pienamente.
Secondo la motivazione, Tra n’çiatu e n’autru utilizza un lessico dialettale capace di restituire immagini nitide e di trasformare il ricordo in una riflessione interiore. La metafora del vento freddo che attraversa la memoria diventa, nelle parole della giuria, il simbolo di un percorso di introspezione che conduce a una forma di rinascita, racchiusa proprio nello spazio evocato dal titolo della poesia: «tra un respiro e l’altro».
Nel corso della serata, la poetessa Drago ha ringraziato gli organizzatori Sergio D’Angelo e Alessandro Damato per l’accoglienza ricevuta, la giuria per l’attenzione dedicata ai suoi versi e il sindaco Mario Cutello, che ha consegnato il premio.

L’autrice ha poi affidato alle proprie riflessioni il significato personale del riconoscimento ricevuto in un post condiviso sui social. «Ricevere un premio è sempre motivo di gioia, ma leggere una motivazione che entra nel cuore della propria poesia è un’emozione ancora più grande», ha scritto in un post su facebook. A suo giudizio, il valore più importante del riconoscimento risiede proprio nell’aver visto colto il nucleo del testo: «quel dialogo silenzioso tra memoria e presente, tra la consapevolezza del tempo che scorre e il desiderio, mai spento, di restare ancorati alla vita».
Drago ha espresso particolare soddisfazione anche per l’apprezzamento riservato alla lingua siciliana, che considera uno strumento espressivo capace di custodire sfumature, emozioni e immagini profondamente legate all’identità culturale del territorio. Per chi scrive poesia, ha aggiunto, sapere che un testo è stato compreso nella sua essenza rappresenta il riconoscimento più significativo.
Tra i passaggi della motivazione che hanno suscitato maggiore attenzione figura proprio il richiamo ai versi «ora ca sugnu a lu scurari… ma cca uogghiu arristari», indicati come il cuore dell’opera. È su questa tensione tra la coscienza del limite e la volontà di restare saldamente ancorati alla vita che, secondo la lettura proposta dalla commissione, si concentra la forza espressiva della poesia premiata. Il post condiviso su facebook dalla poetessa Drago chiude così:”Condivido questa gioia con tutti voi che mi seguite con affetto e incoraggiamento. Grazie di cuore, Chiaramonte Gulfi!”.




