Il Ragusano è la prima provincia siciliana dove partono, dal 16 agosto 2026, gli abbattimenti selettivi dei daini autorizzati dalla Regione Siciliana nell’ambito del Piano straordinario regionale 2025-2029 per la gestione della fauna selvatica. Il provvedimento, firmato dal Servizio 15 di Ragusa dell’Assessorato regionale all’Agricoltura, consente a cacciatori selezionati di intervenire sulla popolazione di daini presenti nel territorio. Contro la misura si è schierata la deputata regionale del Movimento 5 Stelle Stefania Campo, che chiede al presidente della Regione Renato Schifani la sospensione immediata delle operazioni.
Lo stesso Piano regionale vieta espressamente l’abbattimento dei daini maschi dal 1° al 31 agosto e delle femmine dall’inizio di giugno fino alla fine di agosto, periodo che coincide con i parti e l’allattamento. Il provvedimento ragusano porta però la data del 15 agosto ed è entrato in vigore il giorno successivo, quindici giorni prima della scadenza del periodo di tutela previsto dal Piano stesso.
Anche sulla consistenza della popolazione la Regione non dispone di dati precisi: il Piano stima la presenza di meno di cento esemplari nel Ragusano, sulla base di quelle che vengono definite «osservazioni estemporanee». Campo ha dichiarato: «Prima si decide di ucciderli tutti e poi, forse, si stabilisce quanti siano e quali danni abbiano provocato. È l’esatto contrario di ciò che dovrebbe fare un’amministrazione seria».
Non risultano dati pubblici che documentino con precisione l’entità del problema. Non è chiaro quante aziende agricole abbiano subito danni dai daini, né quale sia il valore economico delle perdite. Restano sconosciuti anche il numero, la data e il luogo degli incidenti stradali attribuiti alla presenza degli animali sulle strade del Ragusano.
Per intervenire sulla popolazione la Regione ha scelto l’abbattimento diretto affidato a tiratori selezionati, senza chiarire i criteri con cui i cacciatori sono stati individuati né le competenze richieste per partecipare alle operazioni. «”Eradicazione”. È questa la parola scelta dalla Regione Siciliana per parlare di esseri viventi. […] E per farlo il Governo Schifani ha scelto sostanzialmente una strada: fucilare», ha dichiarato Campo.
Campo ha chiesto al presidente Schifani e all’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino la sospensione immediata del provvedimento firmato a Ragusa, ritenendolo in contraddizione con i divieti temporali previsti dallo stesso Piano. Ha chiesto inoltre la revisione del Piano regionale 2025-2029, affinché vengano sviluppati sistemi incruenti di cattura e trasferimento degli animali, sul modello di esperienze già realizzate in altre regioni italiane.
La deputata ha annunciato la presentazione di un’interrogazione parlamentare per ottenere censimenti, dati sui danni, l’elenco degli incidenti e gli atti alla base del provvedimento, oltre alla richiesta di un’audizione di LAV, WWF, OIPA e delle associazioni della Consulta regionale per i diritti degli animali. «Prima di sparare agli animali, la Regione dimostri coi numeri in mano perché ritiene necessario farlo. E intanto fermi immediatamente i fucili», ha detto Campo.



