Piazza San Giovanni cambia volto: a Ragusa sono partiti i lavori di recupero del loggiato della Cattedrale di San Giovanni Battista e proseguono, in fase avanzata, quelli di riqualificazione della facciata di Palazzo Ina. Due interventi distinti che insistono sullo stesso spazio, considerato tra i più rappresentativi del centro storico cittadino.
Il cantiere più recente riguarda gli infissi del piano terra del prospetto della Cattedrale che si affaccia sulla piazza. L’intervento punta a sostituire i serramenti esistenti con materiali e finiture coerenti con il linguaggio architettonico dell’edificio, per recuperare i caratteri compositivi originari del loggiato. A rendere l’operazione politicamente significativa è il protocollo d’intesa firmato tra il Comune e la parrocchia Cattedrale: gli spazi parrocchiali potranno essere utilizzati per attività culturali e sociali promosse dall’amministrazione o realizzate con le associazioni del territorio.
Su Palazzo Ina i lavori sono già in corso da mesi. Il finanziamento è di 250 mila euro complessivi: 150 mila arrivano dalla Regione Siciliana per il rifacimento della facciata, altri 100 mila sono risorse comunali. L’intervento riguarda il piano terra, la pavimentazione del sottopasso verso piazzetta Monsignor Tidona e i rivestimenti, realizzati con pietra pece, materiale legato alla tradizione costruttiva locale.
«Piazza San Giovanni è uno dei luoghi simbolo della nostra città e il lavoro che stiamo portando avanti va nella direzione della sua valorizzazione» ha dichiarato l’assessore al Centro storico Giovanni Gurrieri. «Da una parte abbiamo un intervento importante su Palazzo Ina, che consentirà di migliorarne l’inserimento nel contesto della piazza, dall’altra il recupero del loggiato della Cattedrale, un elemento architettonico di grande valore che merita di essere restituito alla sua bellezza originaria».
Gurrieri ha precisato che l’obiettivo non si esaurisce nel recupero fisico degli edifici: «È quello di prendersi cura degli spazi del nostro centro storico, non soltanto attraverso il recupero degli immobili, ma anche favorendo un nuovo utilizzo dei luoghi».



