Il deputato nazionale Davide Faraone ha depositato un emendamento alla riforma dei porti per inserire il Comune di Pozzallo nel comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale della Sicilia orientale. L’atto è stato presentato con l’avvio dell’esame parlamentare della riforma e punta a garantire a Pozzallo non solo l’appartenenza formale al sistema portuale, ma un ruolo decisionale negli organi di pianificazione strategica.
La proposta nasce da un obiettivo preciso: far sì che i Comuni che gestiscono porti di frontiera — con le ricadute logistiche, sanitarie e di protezione civile che ne derivano — abbiano voce in capitolo nelle scelte dell’Autorità, anche quando non sono capoluogo. Pozzallo, sede di uno degli scali più esposti agli sbarchi migratori del Mediterraneo, è il caso emblematico a cui l’emendamento guarda.
L’iniziativa, secondo quanto dichiarato dallo stesso Faraone, è il risultato di un lavoro condotto sul territorio insieme al consigliere comunale Uccio Agosta e alla coordinatrice provinciale di Italia Viva Ragusa, Marianna Buscema. È Agosta ad aver seguito da vicino le interlocuzioni locali, mentre Buscema ha curato il coordinamento a livello provinciale.
Non è il primo intervento di Faraone sul dossier portuale pozzallese. In precedenza il deputato aveva già ottenuto l’inclusione dello scalo nell’Autorità di sistema portuale della Sicilia orientale. Ora l’emendamento punta al passo successivo: dalla presenza nel perimetro alla partecipazione ai processi decisionali.
«L’obiettivo è fare in modo che Pozzallo non faccia solo parte del perimetro dell’area, ma possa rientrare nella governance per contare e decidere sulle scelte strategiche future», ha dichiarato Faraone.
L’emendamento è adesso all’esame delle commissioni parlamentari. I tempi dell’iter dipenderanno dall’agenda dei lavori a Montecitorio.



