Mastelli dati alle fiamme in pieno centro, facciate di palazzi storici vandalizzate. E mentre Comiso fa i conti con episodi di degrado urbano che si ripetono, il dibattito sulla sicurezza in città si fa più aspro. Gaetano Gaglio, consigliere comunale e candidato a sindaco per il centrosinistra, attacca l’assessore alla Polizia locale Dante Di Trapani dopo le sue recenti dichiarazioni pubbliche: «L’amministrazione risolve il problema a chiacchiere».
Il nodo, per Gaglio, non è tanto la gravità degli episodi in sé — che considera già un dato di fatto — quanto la risposta istituzionale. Di Trapani aveva sostenuto che il problema sia in larga parte una questione di percezione e che presentare Comiso come città sicura contribuisca a renderla tale. Una posizione che il candidato del centrosinistra definisce «quasi una provocazione»: «Come se i cittadini potessero modificare la realtà guardandola attraverso l’occhio dell’assessore, o le sue chiacchiere».
Gaglio non contesta nel merito l’annuncio dei controlli interforze su residenze e abitabilità — «ben vengano», dice — né il raccordo con le autorità di pubblica sicurezza. Quello che critica è l’aggiunta di vigilanza privata senza un cambio di strategia complessiva, mentre gli episodi continuano. Ricorda anche i recenti divieti di transito imposti ai giovani in alcune aree della città: misure che, a suo avviso, «tentano di spostare altrove alcuni problemi e non ne risolvono alcuno».
Il programma alternativo che propone è articolato. Presidi permanenti della polizia municipale fino alle due di notte, con servizi straordinari, nel centro storico e nelle aree più critiche. Vigilanza attiva nei parchi pubblici e nelle aree verdi frequentate come luoghi di ritrovo. Sul piano tecnologico, chiede il potenziamento dell’illuminazione e dei sistemi di videosorveglianza, con l’introduzione di lettori automatici di targa e l’integrazione di sistemi di intelligenza artificiale.
Tra le proposte c’è anche una misura di carattere sociale: la creazione di una «Welfare Community» per la gestione del disagio e l’accesso ai servizi di supporto e assistenza. «Facile dire: riappropriamoci della nostra città», chiude Gaglio. «Ma il solo fatto di dirlo, purtroppo, non lo rende possibile.»



