Le famiglie che già percepiscono l’Assegno Unico e Universale senza variazioni nella propria posizione riceveranno il pagamento di agosto 2026 nelle giornate del 18 e 19 agosto. Il calendario è quello fissato dall’INPS con il Messaggio n. 3931 del 24 dicembre 2025 e riguarda le prestazioni già in corso, per le quali non sono intervenute modifiche alla domanda, all’ISEE o alla composizione del nucleo familiare.
L’accredito non avverrà necessariamente nello stesso momento per tutti i beneficiari. I tempi possono infatti cambiare in base all’istituto bancario o postale presso cui viene effettuato il pagamento. Chi riceve l’assegno insieme alla pensione segue invece il calendario previsto per i trattamenti pensionistici.
La finestra del 18 e 19 agosto interessa esclusivamente le domande già accolte e prive di variazioni. Restano fuori da questo calendario le nuove richieste presentate nel mese di luglio 2026, per le quali il primo pagamento è previsto, di norma, nell’ultima settimana di agosto, secondo le tempistiche che saranno comunicate dall’INPS. Sono escluse anche le pratiche sospese, revocate oppure in attesa delle verifiche necessarie, comprese quelle relative all’ISEE.
Per il 2026 gli importi dell’Assegno Unico sono stati rivalutati dell’1,4% rispetto all’anno precedente. La quota base per ciascun figlio minorenne varia da un massimo di 203,80 euro mensili per i nuclei con ISEE fino a 17.468,51 euro a un minimo di 58,30 euro per chi non presenta l’ISEE o supera la soglia di 46.582,71 euro. Tra questi due estremi l’importo diminuisce in modo progressivo in base alla situazione economica della famiglia.
Per i figli di età compresa tra 18 e 21 anni, quando ricorrono i requisiti previsti dalla normativa, l’assegno può arrivare fino a 99,10 euro al mese nella fascia ISEE più favorevole, mentre il valore minimo è pari a 29,10 euro.
All’importo base si possono aggiungere le maggiorazioni previste dalla legge. Tra queste figurano l’incremento del 50% per i figli con meno di un anno, quello destinato ai nuclei con almeno tre figli e ISEE entro la soglia prevista per i bambini tra uno e tre anni, la quota forfettaria di 150 euro mensili per le famiglie con almeno quattro figli e gli importi aggiuntivi riconosciuti in presenza di figli con disabilità. Restano inoltre previste le maggiorazioni per entrambi i genitori lavoratori e per le madri con meno di 21 anni, secondo i valori aggiornati dall’INPS.
Per chi ha già una domanda accolta non è necessario presentarne una nuova nel 2026. La prestazione prosegue automaticamente, salvo casi particolari come la nascita di un figlio, la revoca o la decadenza della domanda oppure il compimento della maggiore età di un figlio che richiede l’aggiornamento della posizione.
Un aspetto che continua a incidere sull’importo è quello dell’ISEE. Dal 1° marzo 2026 l’INPS calcola infatti l’assegno sulla base dell’ISEE aggiornato. In assenza di una Dichiarazione Sostitutiva Unica valida viene riconosciuto l’importo minimo previsto dalla normativa. Chi non ha presentato la DSU entro il 30 giugno 2026 non può più recuperare gli arretrati maturati da marzo, ma può comunque aggiornare la propria situazione per ottenere il ricalcolo dell’assegno a partire dal mese successivo.
Nel caso in cui il pagamento non risulti accreditato entro il 21 agosto, il primo controllo da effettuare riguarda lo stato della domanda nell’area riservata del portale INPS, accessibile tramite SPID, Carta d’Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi. È consigliabile verificare anche la correttezza dell’IBAN indicato e la presenza di un ISEE valido, oltre ad accertarsi che eventuali variazioni, come il raggiungimento della maggiore età di un figlio, siano state correttamente comunicate.
L’Assegno Unico continua a rappresentare una delle principali misure di sostegno economico per le famiglie con figli prevista dal D.Lgs. n. 230/2021. Il pagamento di agosto si inserisce nel calendario ordinario degli accrediti predisposto dall’INPS per il 2026 e riguarda i nuclei che mantengono una posizione regolare e aggiornata.




