Il ragno violino è una presenza diffusa anche in Italia e, nonostante la sua fama, nella maggior parte dei casi il suo morso non provoca conseguenze gravi. Conoscere dove si nasconde, quali sintomi può causare e come comportarsi in caso di contatto è però fondamentale per riconoscere eventuali situazioni che richiedono un intervento medico.Il Loxosceles rufescens, questo il nome scientifico del ragno violino, appartiene alla famiglia dei Sicaridi. Deve il suo nome alla caratteristica macchia presente sul corpo, che ricorda la forma di un violino. Si tratta di un aracnide di piccole dimensioni: il corpo misura generalmente tra gli 8 e i 10 millimetri ed è di colore giallo-marrone.
Predilige i climi mediterranei caldi e asciutti ed è particolarmente abile nel trovare rifugio in luoghi poco frequentati. Può annidarsi nelle fessure dei muri, dietro i mobili, tra pietre e rocce oppure all’interno di scarpe, vestiti o biancheria lasciati inutilizzati per lungo tempo. Essendo un animale notturno, esce soprattutto di notte alla ricerca di cibo, nutrendosi prevalentemente di insetti morti. Il morso avviene quasi sempre quando il ragno si sente schiacciato o minacciato, ad esempio mentre una persona indossa un indumento in cui si era nascosto oppure durante il sonno, tra le lenzuola. Non è infatti un animale aggressivo e tende a mordere solo per difesa.
Una delle caratteristiche del morso del ragno violino è che può passare inosservato nelle prime ore perché spesso risulta poco o per nulla doloroso. In molti casi la quantità di veleno inoculata è minima e non determina conseguenze rilevanti. I segni più comuni sono due piccoli punti sulla pelle circondati da arrossamento, accompagnati da lieve dolore, prurito, gonfiore o arrossamento locale, sintomi che generalmente si risolvono spontaneamente nel giro di poco tempo.
Esistono però situazioni in cui il quadro clinico può diventare più serio, soprattutto nelle persone fragili o già affette da altre patologie. Il gonfiore può estendersi all’intero arto interessato e comparire febbre. Nei casi più gravi può svilupparsi un’ulcerazione necrotica, con danni ai tessuti che, progressivamente, possono coinvolgere anche muscoli e ossa. L’evoluzione dipende da diversi fattori, tra cui la sede del morso e le condizioni di salute della persona colpita. Secondo le informazioni disponibili, in circostanze particolarmente severe il decorso può arrivare a essere fatale.
Per quanto riguarda le cure, al momento non esistono linee guida specifiche dedicate ai morsi di ragno e quindi nemmeno a quelli del ragno violino. In assenza di sintomi sistemici il trattamento è principalmente sintomatico, con controllo del dolore e riposo. L’eventuale impiego di antibiotici o corticosteroidi deve essere valutato dal medico caso per caso.
Gli esperti consigliano innanzitutto di disinfettare la zona interessata. Se compaiono febbre alta, brividi, vomito o altri segni di malessere generale è necessario rivolgersi tempestivamente a un medico. Se possibile, fotografare l’animale può facilitare l’identificazione. Nei bambini che non presentano sintomi sistemici non è generalmente necessario il ricovero ospedaliero; resta comunque importante monitorare l’eventuale comparsa di febbre, vomito, dolori muscolari o sangue nelle urine nei giorni successivi, poiché alcune complicanze possono manifestarsi anche fino a una settimana dopo il morso.




