Due cittadini egiziani sono stati fermati dalla Polizia di Stato con l’accusa di aver condotto l’imbarcazione che ha trasportato 26 migranti fino alle acque antistanti la Sicilia. Il provvedimento è stato eseguito a Pozzallo, nel Ragusano, al termine delle indagini avviate dopo lo sbarco dei migranti, tutti uomini, soccorsi in mare dalla motovedetta della Capitaneria di Porto durante un’operazione di ricerca e salvataggio.
Il fermo, disposto nei confronti dei due stranieri in qualità di indiziati di delitto, riguarda l’ipotesi di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina in concorso. L’attività investigativa è stata condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Ragusa insieme ai militari della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Pozzallo.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, i due fermati sarebbero i presunti conduttori dell’imbarcazione partita dalle coste della Libia e utilizzata per trasportare i migranti verso il territorio italiano. La ricostruzione si basa sugli elementi raccolti nel corso delle indagini, che comprendono le testimonianze di alcuni dei migranti sbarcati e le procedure di individuazione fotografica effettuate dagli investigatori. Al momento, l’accusa rappresenta un’ipotesi investigativa che dovrà essere valutata dall’autorità giudiziaria.
Dalle dichiarazioni rese durante gli accertamenti è emerso anche un altro elemento: i migranti avrebbero riferito di aver versato ai trafficanti somme comprese tra 6.000 e 12.000 euro ciascuno per organizzare la traversata dalla Libia. Si tratta di informazioni raccolte dagli investigatori nell’ambito dell’inchiesta e che costituiscono parte del quadro indiziario al vaglio della magistratura.
L’arrivo dei 26 migranti al porto di Pozzallo ha dato il via agli approfondimenti investigativi finalizzati a individuare i presunti responsabili della conduzione dell’imbarcazione. Come avviene in casi analoghi, gli investigatori hanno proceduto all’ascolto di alcune delle persone soccorse per ricostruire le fasi della traversata e identificare eventuali membri dell’equipaggio ritenuti coinvolti nell’organizzazione del viaggio.
Ultimate le formalità di rito, i due cittadini egiziani sono stati trasferiti nella casa circondariale di Ragusa, dove rimangono a disposizione della competente Autorità giudiziaria. Nelle prossime fasi del procedimento sarà il giudice a pronunciarsi sulla convalida del fermo e sulla sussistenza degli elementi raccolti durante le indagini.
L’inchiesta, allo stato, riguarda esclusivamente le responsabilità ipotizzate nei confronti dei due fermati in relazione alla conduzione dell’imbarcazione approdata a Pozzallo dopo il soccorso in mare. Non sono stati diffusi ulteriori dettagli sull’identità dei migranti né sulle circostanze che hanno preceduto la partenza dalle coste libiche.




