Una proposta di legge sulla sicurezza depositata all’Assemblea regionale siciliana nell’aprile del 2024 è ancora in attesa di essere calendarizzata. A sollevare il caso è la deputata regionale del Movimento 5 Stelle Stefania Campo, prima firmataria del disegno di legge, che chiede alla Prima Commissione dell’Ars di avviarne l’esame e accusa la maggioranza di centrodestra di avere lasciato il provvedimento fermo senza discussione.
Secondo quanto riferito dalla parlamentare, il testo nasce con l’obiettivo di rafforzare i Patti per la sicurezza, gli accordi tra Prefetture e Comuni utilizzati per programmare interventi di controllo del territorio, sistemi di videosorveglianza e attività di prevenzione. La proposta prevede che la Regione Siciliana contribuisca al finanziamento di questi strumenti, affiancando le risorse statali destinate agli enti locali.
Campo sostiene che il tema della sicurezza non possa essere affrontato esclusivamente con misure repressive. Nelle sue dichiarazioni richiama l’aumento degli episodi di violenza, dei furti, delle spaccate, del bullismo e di altri reati riportati dalle cronache quotidiane, affermando che servano «organizzazione, coordinamento e risorse» piuttosto che annunci.
La deputata del M5S critica anche l’azione del governo nazionale e di quello regionale. Da un lato osserva che, a suo giudizio, l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni non avrebbe dato seguito alle aspettative di un rafforzamento significativo delle forze dell’ordine impegnate nel controllo del territorio. Dall’altro attribuisce al governo regionale presieduto da Renato Schifani la responsabilità di non avere utilizzato gli strumenti di competenza della Regione per sostenere i Comuni sul fronte della prevenzione.
Il disegno di legge, spiega Campo, è stato elaborato con il contributo del Mosis (Movimento Sindacale Sicurezza) e non punta ad attribuire nuove competenze all’amministrazione regionale. L’obiettivo dichiarato è quello di mettere a disposizione dei Comuni risorse aggiuntive per rendere più efficaci le iniziative già previste nell’ambito dei Patti per la sicurezza, favorendo il coordinamento con Prefetture e forze dell’ordine.
Tra gli aspetti contestati dalla parlamentare c’è soprattutto il mancato avvio dell’iter parlamentare. Campo definisce «grave» il fatto che il presidente della Prima Commissione dell’Assemblea regionale siciliana non abbia ancora calendarizzato il provvedimento, sostenendo che la proposta sia rimasta «ferma in un cassetto» per oltre due anni. Si tratta di una valutazione politica espressa dalla deputata, mentre nel materiale disponibile non vengono indicate le motivazioni del mancato inserimento del testo all’ordine dei lavori della Commissione.
Nelle conclusioni del suo intervento, l’esponente del Movimento 5 Stelle sostiene che la maggioranza regionale avrebbe potuto dare un contributo concreto alla sicurezza dei territori discutendo il provvedimento e scegliendo eventualmente di approvarlo o modificarlo nel corso dell’esame parlamentare. A suo avviso, il fatto che la proposta non sia stata ancora affrontata rappresenta una precisa scelta politica della maggioranza.
Sulla calendarizzazione del disegno di legge, allo stato delle informazioni disponibili, non risultano nel testo fornito repliche o posizioni della Presidenza della Prima Commissione dell’Ars né del governo regionale.



