Prosegue a Ragusa il programma di interventi per la prevenzione degli incendi che il Comune sta portando avanti in collaborazione con l’ESA, l’Ente sviluppo agricolo. Le operazioni riguardano la bonifica e la pulizia di terreni appartenenti al demanio comunale che, pur non essendo urbanisticamente trasformati, si trovano in molti casi a ridosso di abitazioni o di aree frequentate dai cittadini.
L’attività rientra nelle misure di prevenzione messe in campo durante il periodo estivo, quando l’aumento delle temperature e la presenza di vegetazione secca fanno crescere il rischio di roghi. La rimozione di erbacce, sterpaglie e altro materiale combustibile ha l’obiettivo di limitare la possibilità che un eventuale incendio possa propagarsi rapidamente verso le zone abitate.
Nel corso del mese di luglio gli interventi hanno già interessato numerose aree della città. Tra queste figurano via Falcone, via Almirante, l’area tra via Enrico Berlinguer e via Psaumida, l’incrocio tra via Mariano Rumor e via Berlinguer, quello tra via Mariano Rumor e via J.A. Spataro, via Australia, via Archimede, via maresciallo Salvatore Scrofani, via Vincenzo Monti, via Bologna, via Putignano, via Portovenere, piazza Malaga, piazza Granada, via Paolo Borsellino e via Sant’Agostino.
Si tratta di spazi comunali non edificati che, proprio per la presenza di vegetazione spontanea, richiedono interventi periodici di manutenzione durante la stagione estiva. La loro vicinanza alle abitazioni rende infatti particolarmente rilevante l’attività di pulizia sotto il profilo della sicurezza.
Secondo quanto comunicato dall’amministrazione comunale, il piano non si fermerà alle aree già interessate. Le operazioni proseguiranno anche nelle prossime settimane, con nuovi interventi programmati su altri terreni del patrimonio comunale. Nel materiale diffuso non vengono però indicati il calendario dei prossimi lavori né le ulteriori zone che saranno coinvolte.
L’obiettivo dichiarato resta quello di ridurre il rischio di incendi nelle aree di competenza comunale attraverso un’attività preventiva, prima che le condizioni climatiche più critiche possano favorire l’innesco e la propagazione delle fiamme.



