L’avvio dei saldi estivi 2026 in Sicilia si apre con aspettative più prudenti rispetto allo scorso anno. Secondo le stime diffuse da Confcommercio Sicilia, la spesa media prevista si attesta intorno a 170 euro per famiglia e 75 euro pro capite, per un giro d’affari complessivo di circa 350 milioni di euro. Valori che, secondo l’associazione, risultano inferiori sia alla media nazionale sia alle previsioni formulate per il 2025.
A evidenziare il quadro è il presidente regionale di Confcommercio Sicilia, Gianluca Manenti, che collega la frenata dei consumi alla minore capacità di spesa delle famiglie siciliane. Secondo l’organizzazione, il potere d’acquisto nell’Isola continua infatti a risentire delle difficoltà economiche, con effetti diretti anche sull’andamento della stagione degli sconti.
Alla riduzione della domanda si aggiunge la crescente concorrenza dell’e-commerce e delle grandi superfici commerciali, fenomeni che, secondo Confcommercio, stanno sottraendo quote di mercato ai negozi di prossimità presenti nei centri urbani.
La proposta: un incentivo agli acquisti nei centri storici
Per rafforzare il commercio locale, Manenti rilancia una proposta rivolta alla Regione Siciliana: l’istituzione di un “Passaporto del commercio locale”, una piattaforma digitale destinata a premiare chi effettua acquisti nei negozi dei centri storici.
L’idea prevede un sistema di crediti accumulabili attraverso gli acquisti, da convertire successivamente in agevolazioni per l’accesso a musei e parchi archeologici oppure in sconti sui servizi di trasporto pubblico regionale, compresi treni e autobus extraurbani.
Secondo il presidente di Confcommercio Sicilia, uno strumento di questo tipo potrebbe favorire un collegamento più stretto tra commercio, turismo culturale e valorizzazione dei territori, incentivando cittadini e visitatori a scegliere le attività di vicinato.
Turismo e commercio come leva di sviluppo
Nel ragionamento dell’associazione di categoria, il turismo rappresenta una delle principali opportunità per sostenere le imprese commerciali dell’Isola. Manenti ricorda che nel 2025 la Sicilia ha registrato una crescita degli arrivi turistici e della spesa destinata ai prodotti della moda e dell’artigianato.
Intercettare una quota maggiore di questi consumi all’interno dei centri storici potrebbe contribuire a rafforzare il tessuto economico locale, favorendo le piccole attività commerciali che, oltre al ruolo economico, svolgono anche una funzione sociale nei quartieri e nelle città.
La proposta resta, al momento, una riflessione avanzata dal presidente regionale dell’associazione e non costituisce una misura già adottata dalla Regione Siciliana. L’obiettivo indicato da Confcommercio è aprire un confronto sulle politiche a sostegno del commercio di prossimità, chiamato a confrontarsi con l’evoluzione delle abitudini di consumo e con la crescente competizione dei canali digitali.




