I saldi estivi prendono il via da oggi in quasi tutta Italia, compresa la Sicilia, con la sola eccezione della provincia autonoma di Bolzano, dove inizieranno il 16 luglio. Per il commercio rappresentano uno dei momenti più importanti dell’anno, in una fase caratterizzata da consumi ancora deboli e dalla cautela delle famiglie, nonostante alcuni segnali di miglioramento registrati dalle vendite al dettaglio.
Secondo i dati diffusi da ISTAT relativi al mese di maggio, le vendite al dettaglio sono aumentate dello 0,2% in valore e dello 0,1% in volume rispetto al mese precedente. Su base annua, però, emerge una differenza significativa tra l’incremento del valore delle vendite (+2,2%) e quello dei volumi (+0,4%), segnale che una parte della crescita continua a essere sostenuta dall’aumento dei prezzi.
Particolarmente evidente la situazione nel comparto alimentare. Sempre secondo ISTAT, le vendite di prodotti alimentari crescono del 2% in valore, mentre registrano una flessione dello 0,4% nei volumi, indicando che le famiglie acquistano meno quantità pur spendendo di più.
In questo scenario i saldi rappresentano un’occasione sia per i consumatori sia per gli operatori commerciali. Le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio prevedono una spesa media di 201 euro per famiglia, pari a circa 91 euro pro capite, con un giro d’affari complessivo stimato in 3,2 miliardi di euro che dovrebbe coinvolgere 16,1 milioni di famiglie.
Più prudente la fotografia elaborata da Confesercenti insieme a Ipsos. L’indagine evidenzia una spesa media prevista di 209 euro per persona, ma segnala anche che il 28% degli italiani intende ridurre gli acquisti rispetto allo scorso anno. Tra le motivazioni prevalgono il caro vita e l’inflazione, indicati dalla maggioranza degli intervistati.
Dal lato dei prezzi, l’Unione Nazionale Consumatori rileva sconti sostanzialmente in linea con quelli registrati nei saldi invernali. Le riduzioni medie si attestano intorno al 18,4% per abbigliamento e calzature, con ribassi leggermente superiori per i capi d’abbigliamento rispetto alle scarpe.
L’associazione ricorda anche una differenza importante tra acquisti online e in negozio. Per gli acquisti effettuati via internet resta valido, salvo eccezioni previste dalla legge, il diritto di recesso entro 14 giorni dalla consegna del prodotto, mentre nei punti vendita fisici il cambio merce non costituisce un obbligo previsto dalla normativa.
I piccoli negozi continuano a perdere terreno
Accanto ai segnali di moderata ripresa, i dati confermano le difficoltà del commercio di prossimità. Secondo ISTAT, in termini di volume crescono la grande distribuzione e il commercio elettronico, quest’ultimo con un incremento del 12,1% su base annua. Gli esercizi di vicinato registrano invece una flessione dell’1,3%, mentre i negozi alimentari di prossimità segnano un calo del 2,7%.
Il tema riaccende anche il dibattito sul calendario dei saldi. Fismo Confesercenti chiede di rivedere l’attuale sistema, ritenendo che l’avvio delle vendite promozionali sia ormai troppo anticipato rispetto alla stagione commerciale. L’associazione ha annunciato una petizione per posticipare l’inizio dei saldi estivi e ridurre il ricorso alle promozioni distribuite durante tutto l’anno.
Per il settore, la stagione degli sconti rappresenta quindi un banco di prova importante: da una parte la necessità di sostenere i consumi, dall’altra quella di preservare la competitività dei negozi tradizionali in un mercato sempre più orientato verso il commercio online.



