Le famiglie che devono richiedere per la prima volta l’Assegno Unico e Universale nel 2026 hanno tempo fino a lunedì 30 giugno 2026 per presentare la domanda e conservare il diritto agli arretrati maturati da marzo. Per chi già riceve il beneficio, invece, nella maggior parte dei casi non è necessario inoltrare una nuova richiesta, ma resta fondamentale disporre di un ISEE 2026 in corso di validità per ottenere l’importo calcolato sulla reale situazione economica del nucleo familiare.
L’Assegno Unico e Universale, introdotto dalla Legge delega 46/2021 ed entrato in vigore il 1° marzo 2022, rappresenta oggi la principale misura nazionale di sostegno economico destinata ai nuclei con figli a carico.
Chi deve presentare la domanda entro il 30 giugno
La scadenza interessa soprattutto le famiglie che iniziano a beneficiare dell’assegno nel corso del 2026.
Se la domanda viene trasmessa entro il 30 giugno, il pagamento comprende anche le mensilità spettanti a partire da marzo. Chi presenta l’istanza dopo questa data continuerà ad avere diritto alla prestazione, ma perderà gli arretrati precedenti.
Per i nuclei che già percepivano l’Assegno Unico tra il 1° marzo 2025 e il 29 febbraio 2026, salvo variazioni particolari, il rinnovo automatico continua a essere previsto. Rimane però necessario aggiornare l’ISEE per evitare che venga riconosciuto soltanto l’importo minimo.
Come cambia l’importo con l’ISEE
L’ISEE non determina il diritto all’Assegno Unico, ma incide direttamente sull’importo mensile.
Chi non presenta un’attestazione valida, oppure possiede un ISEE superiore alla soglia massima prevista per il 2026, fissata a 46.582,71 euro, riceve la quota minima prevista dalla normativa.
L’assegno viene invece calcolato in misura crescente al diminuire dell’indicatore economico della famiglia.
A chi spetta l’Assegno Unico
La misura viene riconosciuta:
- per ogni figlio minorenne, già dal settimo mese di gravidanza;
- per i figli maggiorenni fino a 21 anni, purché ricorrano le condizioni previste dalla legge, come frequenza di percorsi di studio, tirocini, attività lavorativa con redditi entro i limiti stabiliti, iscrizione ai servizi per l’impiego oppure svolgimento del Servizio Civile Universale;
- senza limiti di età per i figli con disabilità fiscalmente a carico.
Tra i requisiti richiesti figurano la residenza in Italia, il possesso dei titoli di soggiorno previsti dalla normativa per i cittadini non comunitari e l’assoggettamento all’imposta sul reddito nel territorio italiano.
Dove presentare la richiesta
La domanda può essere trasmessa direttamente all’INPS oppure con l’assistenza degli istituti di patronato.
Prima dell’invio è consigliabile verificare che l’ISEE 2026 sia aggiornato, così da evitare il riconoscimento dell’importo minimo e consentire all’Istituto di calcolare correttamente il beneficio spettante.



