Le famiglie che ricevono l’Assegno Unico e Universale hanno tempo fino a lunedì 30 giugno 2026 per presentare un ISEE aggiornato e recuperare gli eventuali arretrati maturati da marzo. Dopo questa data, il ricalcolo dell’importo continuerà a essere possibile, ma soltanto per i mesi successivi alla nuova dichiarazione.
La scadenza riguarda tutti i nuclei familiari che non hanno ancora presentato la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) necessaria per il calcolo dell’ISEE. In assenza del documento aggiornato, l’assegno viene infatti erogato nella misura minima prevista dalla normativa.
Secondo le indicazioni dell’INPS, chi trasmetterà l’ISEE entro la fine di giugno potrà ottenere il ricalcolo dell’importo spettante e ricevere le somme arretrate riferite ai mesi trascorsi dal marzo 2026. Superata la scadenza, il diritto agli arretrati decade e non sarà più possibile richiedere le differenze non corrisposte nei mesi precedenti.
Per molte famiglie si tratta di una verifica importante. L’importo dell’Assegno Unico varia infatti in base alla situazione economica del nucleo familiare certificata dall’ISEE. Un aggiornamento tempestivo consente di evitare la perdita di una quota del sostegno destinato ai figli a carico.
Cosa cambia dopo il 30 giugno
La presentazione dell’ISEE resta possibile anche oltre la scadenza. In questo caso, però, l’INPS adeguerà l’importo dell’assegno soltanto dalla data di acquisizione della nuova attestazione, senza riconoscere alcun conguaglio per i mesi precedenti.
Per questo motivo i patronati e i centri di assistenza fiscale stanno invitando le famiglie che non hanno ancora aggiornato la propria posizione a completare la procedura entro la fine del mese.
Il calendario dei pagamenti fino a dicembre
L’INPS ha già comunicato le finestre di accredito dell’Assegno Unico per il secondo semestre del 2026:
- 20-21 luglio
- 18-19 agosto
- 21-22 settembre
- 21-22 ottobre
- 19-20 novembre
- 16-17 dicembre
Le date riguardano i pagamenti ordinari per le prestazioni che non hanno subito variazioni rispetto ai mesi precedenti.
Per verificare la propria posizione e aggiornare la documentazione è possibile consultare il portale ufficiale dell’INPS o rivolgersi a CAF e patronati autorizzati.




