I pagamenti dell’Assegno unico di giugno sono in arrivo tra il 18 e il 19 giugno per le famiglie con domanda già attiva e senza variazioni rispetto ai mesi precedenti. Per molti nuclei resta però aperta una scadenza decisiva: entro il 30 giugno 2026 è necessario presentare la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) e ottenere un Isee valido per recuperare gli arretrati maturati da marzo.
Secondo le indicazioni dell’INPS, in assenza di un Isee aggiornato l’assegno viene liquidato automaticamente con l’importo minimo previsto dalla normativa. La situazione può riguardare sia chi non ha ancora presentato la Dsu sia chi ha una pratica ancora in lavorazione o non correttamente acquisita dal sistema.
Perché alcune famiglie ricevono l’importo minimo
L’importo dell’Assegno unico universale viene calcolato sulla base della situazione economica del nucleo familiare certificata dall’Isee. Se l’attestazione 2026 non è disponibile, l’INPS non può applicare le fasce ordinarie e procede con il pagamento minimo.
Il problema può verificarsi anche quando la Dsu è stata già trasmessa ma l’Isee non risulta ancora attestato o collegato alla prestazione.
Recupero degli arretrati da marzo
Chi completa la procedura e ottiene un Isee valido entro il 30 giugno 2026 consente all’INPS di ricalcolare l’importo spettante e riconoscere gli arretrati maturati da marzo.
Se invece la certificazione viene presentata dopo questa data, il ricalcolo decorrerà normalmente dal mese successivo alla presentazione, senza recuperare le mensilità precedenti.
Cosa verificare se l’importo resta basso
Chi ha già aggiornato l’Isee ma continua a ricevere il minimo può controllare alcuni elementi:
- che l’Isee risulti effettivamente attestato;
- che la domanda di Assegno unico sia stata accolta;
- che l’Iban indicato sia corretto;
- che i dati anagrafici e quelli relativi ai figli a carico siano aggiornati;
- che non siano in corso verifiche da parte dell’INPS.
Anomalie nei dati o ritardi nell’aggiornamento delle informazioni possono infatti rallentare l’adeguamento dell’importo.
Per chi non ha ancora presentato la Dsu, il consiglio è di procedere rapidamente così da consentire all’Istituto di ricalcolare la prestazione e riconoscere le somme spettanti.



