L’ASP di Ragusa ha introdotto nella propria Breast Unit una nuova tecnologia per la localizzazione delle lesioni mammarie non palpabili, con l’obiettivo di rendere più precisi gli interventi chirurgici sul tumore al seno. Il sistema, denominato SAVI Scout, è operativo da circa un mese e consente ai chirurghi di individuare con maggiore accuratezza la sede della lesione durante l’operazione, riducendo l’asportazione di tessuto sano e migliorando la pianificazione dell’intervento.
La novità riguarda una fase particolarmente delicata del percorso di cura. Molte lesioni individuate attraverso screening e diagnostica strumentale non sono infatti percepibili al tatto. Per questo motivo è necessario fornire al chirurgo un riferimento preciso che permetta di raggiungere il bersaglio con il minor margine di errore possibile.
SAVI Scout nella Breast Unit di Ragusa
Il sistema si basa sull’inserimento, all’interno della lesione, di un piccolo dispositivo metallico dotato di microantenne. Il posizionamento avviene sotto guida ecografica o mammografica, in anestesia locale e attraverso un ago dedicato. Una volta collocato, il dispositivo può essere rilevato in sala operatoria tramite una sonda radar che guida il chirurgo fino alla sede esatta della lesione.
Rispetto alla tecnica tradizionale del repere metallico con filo, utilizzata poco prima dell’intervento, il nuovo sistema elimina la presenza di elementi esterni e offre una maggiore flessibilità organizzativa. Il dispositivo può infatti essere posizionato anche diversi giorni prima dell’operazione, senza compromettere la precisione della localizzazione.
Un aspetto particolarmente rilevante riguarda le pazienti sottoposte a chemioterapia neoadiuvante, cioè il trattamento eseguito prima dell’intervento chirurgico. In questi casi la terapia può ridurre sensibilmente le dimensioni della lesione. Il marcatore consente comunque di conservare un riferimento preciso dell’area originaria da trattare chirurgicamente.
L’introduzione della tecnologia si inserisce nel percorso di sviluppo dell’assistenza senologica dell’ASP di Ragusa e nella collaborazione già avviata con l’Azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania. L’obiettivo dichiarato è rafforzare qualità, sicurezza e continuità del percorso di cura offerto alle donne del territorio.
«L’introduzione di SAVI Scout consente di rendere il percorso più preciso, ordinato e sostenibile per le pazienti», spiega il dottor Giuseppe La Perna, coordinatore della Breast Unit e direttore della U.O.S.D. Screening mammografico e diagnostica senologica. «Si tratta di uno strumento che migliora l’integrazione tra diagnostica, chirurgia e presa in carico».

Secondo quanto comunicato dall’azienda sanitaria, i primi utilizzi del sistema hanno già consentito di applicare la nuova metodologia in diversi casi clinici, offrendo un ulteriore supporto alla chirurgia conservativa della mammella.



