L’INPS ha definito il calendario dei pagamenti dell’Assegno unico per figli a carico relativi a giugno 2026. Gli accrediti arriveranno in due momenti distinti: tra il 18 e il 19 giugno per i beneficiari senza variazioni e nell’ultima settimana del mese per chi ha aggiornato domanda o ISEE.
La misura resta centrale per il sostegno alle famiglie, con importi che variano in base alla situazione economica.
L’Assegno unico universale per i figli a carico seguirà anche a giugno 2026 una doppia finestra di pagamento. La prima tranche è prevista tra il 18 e il 19 giugno, destinata ai nuclei familiari già in regola con la domanda e senza modifiche recenti dell’ISEE o della composizione familiare.
La seconda finestra scatterà invece nell’ultima settimana del mese. In questo caso rientrano i beneficiari che hanno presentato una nuova domanda oppure aggiornato la propria Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), con variazioni reddituali o familiari registrate nel sistema.
Secondo le indicazioni operative diffuse sul portale dell’INPS, gli importi dell’Assegno unico restano compresi tra un minimo di 58,30 euro e un massimo di 203,80 euro per ciascun figlio. La cifra dipende direttamente dall’ISEE del nucleo familiare.
La struttura degli importi segue tre fasce principali: chi ha un ISEE inferiore a 17.091,74 euro riceve l’importo massimo. Tra 17.091,75 e 45.574,96 euro, la cifra diminuisce progressivamente. Oltre questa soglia, oppure in assenza di ISEE, si percepisce l’importo minimo.
Un elemento rilevante riguarda la gestione degli arretrati. L’INPS ha riaperto la possibilità di aggiornamento della DSU fino al 30 giugno 2026. Chi invia la documentazione entro questa data potrà ottenere il ricalcolo delle mensilità precedenti, con il riconoscimento delle differenze tra importo minimo già erogato e quello spettante.
In alcuni casi, il recupero può arrivare fino a circa 582 euro per figlio, a seconda della fascia ISEE e dei mesi coinvolti. Un importo che incide direttamente sul bilancio familiare, soprattutto per i nuclei con redditi più bassi.
La procedura è interamente digitale. Attraverso il portale dell’INPS è possibile compilare la DSU anche in modalità precompilata, con molti dati già inseriti dal sistema. Il contribuente deve verificare, integrare se necessario e confermare l’invio.
Il mancato aggiornamento entro il termine del 30 giugno non comporta la perdita del diritto all’Assegno unico. Tuttavia, non sarà più possibile recuperare gli arretrati relativi ai mesi precedenti. L’importo verrà comunque adeguato in base all’ISEE aggiornato, ma solo a partire dai pagamenti successivi.
Per famiglie e nuclei con variazioni reddituali recenti, la scadenza diventa quindi determinante. Il beneficio economico non riguarda solo l’importo mensile, ma anche la possibilità di ottenere un conguaglio una tantum sulle somme già erogate.
Secondo la logica applicativa della misura, l’aggiornamento tempestivo dell’ISEE consente un allineamento più preciso tra situazione economica reale e sostegno erogato, evitando sottostime che si riflettono direttamente sull’importo mensile.




