Comiso – Oltre cento professionisti sanitari provenienti da tutta la Sicilia si sono riuniti al Teatro Naselli per il congresso dedicato al ruolo delle professioni sanitarie nella gestione dell’ictus. L’iniziativa, promossa dall’Ordine Tsrm e Pstrp della provincia di Ragusa, ha acceso i riflettori su una delle patologie più complesse e tempo-dipendenti, affrontando temi che vanno dalla diagnosi precoce alla riabilitazione.
L’evento, accreditato ECM, si è svolto nell’arco di due giornate e ha coinvolto professionisti della diagnostica, della prevenzione, della riabilitazione e dell’assistenza clinica. Al centro dei lavori i percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (Pdta) e le prospettive di sviluppo della presa in carico dei pazienti colpiti da ictus.
Il presidente dell’Ordine provinciale, Roberto Caruso Olivo, ha evidenziato il valore dell’iniziativa per il territorio ragusano e per il sistema sanitario regionale, sottolineando il contributo delle professioni sanitarie nella gestione integrata dei pazienti.
Tra gli interventi più seguiti quello di Diego Catania, presidente nazionale della Federazione Tsrm e Pstrp, che ha richiamato l’importanza del lavoro svolto dall’Ordine di Ragusa nel coinvolgimento delle diverse figure professionali impegnate nella prevenzione, nella diagnostica e nella riabilitazione.
Secondo Catania, la gestione dell’ictus richiede competenze multidisciplinari e una rete sanitaria efficiente, capace di intervenire rapidamente nelle fasi più delicate del percorso assistenziale.
Particolare attenzione è stata dedicata al tema della tempestività delle cure. Antonello Giordano, direttore della Neurologia dell’ASP di Ragusa, ha ricordato come il fattore tempo rappresenti uno degli elementi decisivi per aumentare le possibilità di recupero dei pazienti colpiti da ictus.
“La rapidità dell’intervento fa la differenza”, ha evidenziato il neurologo, richiamando la necessità di collegare in modo efficace pronto soccorso, diagnostica neuroradiologica e strutture specializzate.
Nel corso del congresso si è parlato anche dell’evoluzione delle professioni sanitarie. Mauro Longobardi, presidente del Registro degli Osteopati d’Italia, ha illustrato gli effetti del recente decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale che conclude il percorso di regolamentazione dell’osteopata come professione sanitaria.
L’appuntamento di Comiso ha visto la partecipazione di una faculty composta da specialisti provenienti da diverse realtà italiane, con contributi dedicati alla neuroradiologia interventistica, alla gestione infermieristica dell’emergenza, alla riabilitazione post-ictus e ai determinanti sociali della salute.
La manifestazione si è chiusa con un messaggio condiviso dai relatori: rafforzare la collaborazione tra le diverse professioni sanitarie resta uno degli strumenti principali per migliorare la risposta del sistema sanitario davanti alle patologie tempo-dipendenti.
Per il territorio ibleo, il congresso conferma il ruolo dell’Ordine delle Professioni Sanitarie di Ragusa come punto di riferimento nella formazione continua e nell’aggiornamento scientifico degli operatori del settore.



