Il tumore al seno potrebbe avere un rischio di ricaduta significativamente più basso nelle donne che seguono un programma strutturato basato su alimentazione mediterranea, attività fisica quotidiana e integrazione di vitamina D. È quanto emerge da uno studio italiano coordinato dall’Istituto Nazionale Tumori Pascale di Napoli e presentato al Congresso 2026 della Società Americana di Oncologia Clinica (ASCO).
Secondo i dati illustrati dai ricercatori, il lavoro ha coinvolto circa 500 donne tra i 30 e i 74 anni con diagnosi di carcinoma mammario ormono-positivo in stadio precoce. Lo studio è stato condotto in 7 centri oncologici italiani e ha valutato l’impatto di interventi sullo stile di vita per un periodo di 33 mesi.
Tumore al seno e stile di vita: i risultati dello studio
Il carcinoma mammario ormono-positivo rappresenta la forma più frequente di tumore della mammella. Secondo i dati presentati al congresso ASCO 2026, in Italia vengono diagnosticati oltre 40 mila nuovi casi ogni anno.
Le partecipanti sono state suddivise in due gruppi. Il primo ha ricevuto indicazioni standard sulla dieta mediterranea e sulla riduzione della sedentarietà. Il secondo è stato seguito con un programma più intensivo che prevedeva una dieta mediterranea a basso indice glicemico e 30 minuti aggiuntivi di camminata veloce ogni giorno. In entrambi i gruppi è stata prevista l’assunzione di vitamina D3 per tutta la durata dello studio.
I ricercatori hanno osservato che le donne che hanno aderito maggiormente al programma intensivo hanno registrato un rischio di recidiva inferiore del 76% rispetto alle altre partecipanti. Nello stesso gruppo è stata rilevata una perdita media di peso di 3 chilogrammi, superiore a quella osservata nel gruppo di controllo.
Un altro dato riguarda la sindrome metabolica, condizione caratterizzata dalla presenza contemporanea di fattori di rischio come obesità addominale, pressione arteriosa elevata, alterazioni della glicemia e del colesterolo. La sua prevalenza si è ridotta del 65% nel gruppo sottoposto all’intervento intensivo.
Secondo gli autori, questi risultati suggeriscono un possibile ruolo dello stile di vita nel miglioramento degli esiti clinici dopo la diagnosi di tumore al seno, pur senza sostituire le terapie oncologiche standard.
Michelino De Laurentiis, autore senior dello studio e direttore del Dipartimento di Oncologia Senologica e Toraco-Polmonare dell’Istituto Pascale, ha dichiarato che “lo stile di vita non è un complemento accessorio della cura oncologica, ma una sua parte integrante”.
Cresce l’attenzione della ricerca sul tumore al seno
L’interesse della comunità scientifica verso il rapporto tra attività fisica, alimentazione e oncologia è in costante aumento. Durante ASCO 2026 sono stati presentati diversi studi dedicati agli effetti degli interventi comportamentali sui pazienti oncologici.
Jo Chien, presidente del programma scientifico del congresso ASCO 2026, ha evidenziato come nuove evidenze scientifiche stiano mostrando un’associazione tra perdita di peso, miglioramento dei parametri metabolici e migliori risultati clinici nei pazienti con tumore.
Resta comunque necessario attendere ulteriori conferme scientifiche e valutazioni a lungo termine per comprendere pienamente il contributo di questi interventi nella riduzione delle recidive.
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