La rottamazione delle cartelle relative a IMU e TARI entra nel perimetro delle definizioni agevolate previste dalla Rottamazione Quinquies. La novità arriva con le modifiche introdotte dal Decreto Fisco approvato il 20 maggio 2026 e apre la possibilità di regolarizzare debiti locali affidati alla riscossione senza pagare sanzioni e interessi di mora.
La misura riguarda contribuenti con cartelle riferite a tributi comunali affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione entro il 31 dicembre 2023. L’obiettivo è favorire il recupero delle entrate da parte degli enti locali alleggerendo allo stesso tempo il peso economico per famiglie e attività produttive.
Per accedere all’agevolazione sarà però necessario un passaggio preliminare: ogni Comune dovrà approvare una specifica delibera di adesione. Senza questa scelta da parte dell’ente locale, la definizione agevolata non sarà applicabile ai tributi del territorio interessato.
Chi aderirà potrà versare esclusivamente l’importo originariamente dovuto, con l’esclusione delle sanzioni e degli interessi maturati nel tempo. Restano invece a carico del contribuente le eventuali spese di notifica e quelle collegate alle procedure esecutive già avviate.
La misura interessa una platea ampia di contribuenti. Per quanto riguarda l’IMU, rientrano tra i debiti definibili quelli relativi a seconde case, immobili soggetti all’imposta, terreni e altre fattispecie previste dalla normativa vigente, purché il carico sia stato affidato all’ente di riscossione nel periodo compreso tra il 2000 e il 2023.
Anche la TARI potrà essere regolarizzata alle stesse condizioni. L’agevolazione comprende gli importi non versati per utenze domestiche e non domestiche e riguarda esclusivamente le somme già trasferite all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Le scadenze previste
Il calendario operativo dipenderà dalle decisioni dei singoli Comuni. Le amministrazioni interessate dovranno approvare e pubblicare la delibera di adesione entro il 30 giugno 2026 e trasmettere all’Agenzia delle Entrate-Riscossione l’elenco dei carichi interessati.
Secondo il cronoprogramma indicato dal decreto, entro il 15 settembre 2026 i contribuenti potranno consultare le informazioni relative ai debiti definibili. La finestra per presentare la domanda dovrebbe aprirsi entro il 31 ottobre 2026 attraverso il portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Le somme dovute saranno comunicate entro la fine dell’anno. Il pagamento potrà essere effettuato in un’unica soluzione entro il 31 gennaio 2027 oppure tramite rateizzazione fino a 54 rate bimestrali, con un tasso di interesse annuo del 3%.
I debiti esclusi dalla definizione agevolata
Non tutte le posizioni potranno beneficiare della rottamazione. Restano esclusi i debiti che non sono stati affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, quelli gestiti direttamente dai Comuni e i carichi degli enti locali che sceglieranno di non aderire alla misura.
Fuori dal perimetro anche alcune categorie particolari previste dalla normativa nazionale, tra cui somme derivanti da sentenze definitive della Corte dei Conti e importi collegati al recupero di aiuti di Stato dichiarati incompatibili.
Per cittadini e imprese si tratta di una finestra potenzialmente rilevante per chiudere pendenze fiscali accumulate negli anni, ma l’effettiva applicazione dipenderà dalle decisioni che verranno assunte dai singoli enti locali nelle prossime settimane.




