La Sicilia resta sopra la soglia dell’80% nel rispetto dei tempi massimi per le prime visite specialistiche, ma perde terreno rispetto al 2025. È uno degli elementi che emerge dal nuovo Cruscotto 2.0 della Piattaforma nazionale per il monitoraggio delle liste d’attesa, presentato da Agenas e basato su oltre 65 milioni di prenotazioni registrate tra gennaio 2025 e aprile 2026.
Secondo i dati ufficiali, nel primo quadrimestre del 2026 la Sicilia ha garantito il rispetto dei tempi previsti per le prime visite nell’80,6% dei casi, contro l’88% dello stesso periodo del 2025. Un risultato che consente comunque all’Isola di rimanere tra le regioni considerate performanti da Agenas, nonostante l’assenza di miglioramenti rispetto all’anno precedente.
Liste d’attesa, migliorano i dati nazionali ma la Sicilia arretra
A livello nazionale il quadro è in miglioramento. La percentuale di prime visite erogate entro i tempi massimi è salita dal 76,1% al 78,7%, mentre per gli esami diagnostici si è passati dall’83% all’84,7%. Il trend positivo coinvolge 16 regioni su 21 ed è particolarmente evidente nelle prestazioni urgenti e in quelle da effettuare entro dieci giorni.
Nel caso della Sicilia, invece, il report evidenzia una situazione di sostanziale tenuta, ma senza progressi. Agenas inserisce infatti l’Isola tra le regioni che “segnano il passo”, pur mantenendo una quota di prestazioni nei tempi superiore all’80%.
Anche sugli esami diagnostici il dato regionale mostra una lieve diminuzione: dal 76,6% del 2025 al 72,8% del 2026, rimanendo sotto la media nazionale dell’84,7%. Un indicatore che suggerisce la persistenza di criticità soprattutto nell’accesso agli accertamenti specialistici.
Prescrizioni e prenotazioni: il nodo della presa in carico
Tra gli aspetti più interessanti del nuovo sistema di monitoraggio c’è la possibilità di seguire l’intero percorso della prestazione sanitaria. I dati mostrano che in Sicilia il 52,2% delle prescrizioni per prime visite si traduce effettivamente in una prenotazione nel Servizio sanitario nazionale. Per gli esami diagnostici la quota sale al 53,3%.
Il report evidenzia inoltre che la Sicilia presenta una quota significativa di prescrizioni classificate con priorità “P”, cioè programmabili entro 120 giorni. Nel 2025 questa categoria rappresentava il 37,6% delle prenotazioni di prime visite, un valore superiore a quello registrato in diverse regioni del Centro-Nord. Agenas considera l’appropriatezza nell’attribuzione delle priorità uno dei principali ambiti sui quali intervenire per ridurre ulteriormente le liste d’attesa.
Secondo l’Agenzia, aumentare semplicemente l’offerta di visite non basta. Le esperienze regionali che hanno ottenuto i risultati migliori hanno combinato più strumenti: centralizzazione delle agende, ambulatori aperti anche nei fine settimana, recupero delle mancate presentazioni, utilizzo di software per l’ottimizzazione delle prenotazioni e maggiore controllo sull’appropriatezza prescrittiva.
Il nuovo sistema nasce con il decreto legge 73 del 2024 e consentirà la pubblicazione di bollettini trimestrali. L’obiettivo dichiarato da Agenas è superare una gestione frammentata delle liste d’attesa e disporre per la prima volta di dati confrontabili su scala nazionale, fino al livello della singola azienda sanitaria.
Per la Sicilia, la fotografia scattata nel 2026 restituisce quindi un quadro a due velocità: da un lato la conferma di livelli ancora superiori all’80% per le prime visite, dall’altro una perdita di slancio rispetto all’anno precedente e risultati sugli esami diagnostici che restano lontani dalle migliori performance nazionali.




