Il piano per la sicurezza a Scicli compie un passo decisivo grazie allo stanziamento di 500.000 euro destinato alla messa in sicurezza di tre aste fluviali strategiche. L’intervento, finanziato dall’Autorità di Bacino del Distretto Idrografico della Sicilia, riguarderà il Torrente Corvo a Cava d’Aliga, il Currumeli a Donnalucata e il San Marco. I lavori puntano a ripristinare il corretto deflusso delle acque, eliminando detriti e vegetazione che attualmente minacciano l’incolumità pubblica in caso di forti piogge.
Interventi mirati per la protezione del territorio sciclitano
L’operazione di rifunzionalizzazione degli alvei si concentrerà sulla rimozione della vegetazione invasiva, un ostacolo naturale che riduce drasticamente la sezione di deflusso dei corsi d’acqua. Nel dettaglio, le squadre opereranno sul Torrente Corvo, in prossimità della via Valdo, sul Currumeli e alle porte della città lungo il San Marco. Questi canali rappresentano i principali collettori idraulici per le borgate di Cava d’Aliga e Donnalucata, zone che negli ultimi decenni hanno visto una significativa espansione urbanistica.
Il Comune di Scicli assumerà il ruolo di soggetto attuatore e stazione appaltante, garantendo una gestione diretta dei cantieri. Questa autonomia decisionale permetterà di accelerare le fasi di gara e l’inizio effettivo dei lavori, rispondendo alle segnalazioni raccolte durante i sopralluoghi tecnici dei mesi scorsi. L’obiettivo è trasformare il finanziamento in un’azione di prevenzione immediata, proteggendo abitazioni e viabilità rurale.
Prevenzione e collaborazione per la sicurezza idrogeologica
Il sindaco Mario Marino e l’assessore Enzo Giannone hanno sottolineato come il risultato sia frutto di una sinergia istituzionale con l’ingegnere Carmelo Frattitta, alla guida dell’Autorità di Bacino regionale. Questo investimento rappresenta un passo importante per garantire maggiore tranquillità ai residenti delle aree sensibili. La pulizia dei torrenti non è solo un atto di manutenzione ordinaria, ma una strategia strutturale per ridurre l’impatto degli eventi meteorici intensi, ormai divenuti una costante climatica.
La salvaguardia della pubblica incolumità passa inevitabilmente attraverso la cura del reticolo idrografico minore. Con questo stanziamento, l’amministrazione punta a mitigare le criticità legate alla riduzione del rischio idrogeologico, assicurando che i flussi d’acqua restino confinati negli alvei naturali senza invadere le sedi stradali o le proprietà private. Il monitoraggio dei torrenti rimarrà una priorità, affiancando i lavori di rimozione dei detriti a una costante vigilanza del territorio.



