La Polizia di Stato ha sottoposto a fermo due cittadini di nazionalità egiziana, gravemente indiziati di essere gli scafisti responsabili di un recente sbarco sulle coste iblee. L’operazione, condotta dalla Squadra Mobile di Ragusa e dalla Guardia di Finanza di Pozzallo, segue l’intercettazione di un’imbarcazione con 65 migranti a bordo da parte della Capitaneria di Porto. I due indiziati sono ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
L’intercettazione a largo e le procedure di soccorso
L’allarme è scattato quando una motovedetta della Guardia Costiera ha individuato il natante in difficoltà a diverse miglia dalla costa. Dopo aver messo in sicurezza i 65 passeggeri, i militari hanno scortato il gruppo presso lo scalo marittimo pozzallese. Qui, mentre le unità sanitarie prestavano le prime cure, gli investigatori hanno avviato le procedure di identificazione per isolare i responsabili della traversata.
Le attività d’indagine sono scattate immediatamente, incrociando i dati raccolti durante il tragitto con le prime dichiarazioni rese dai superstiti. La velocità d’intervento delle unità navali ha permesso di preservare elementi probatori fondamentali, spesso dispersi durante le fasi più concitate del soccorso in mare aperto.
Indagini della Squadra Mobile e individuazione degli scafisti
Il lavoro investigativo si è avvalso di tecniche consolidate, tra cui l’escussione dei testimoni e l’analisi dei supporti digitali presenti a bordo. Le attività condotte dagli agenti della Questura e dai militari della Sezione Operativa Navale, supportate da riscontri fotografici, hanno consentito di individuare con precisione i due soggetti egiziani che avrebbero condotto l’imbarcazione.
Alla luce degli elementi raccolti, la Procura della Repubblica di Ragusa ha convalidato i provvedimenti restrittivi. I due uomini sono stati trasferiti presso la Casa Circondariale locale. Le indagini proseguono ora per accertare eventuali legami dei fermati con le reti di trafficanti che gestiscono le partenze dalle coste africane, in un’area dove la sorveglianza delle autorità italiane resta massima per contrastare il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.



