L’erosione del capitale umano nel Sud Italia approda al centro dell’agenda politica e sociale iblea con il convegno dedicato alla migrazione giovanile, in programma a Ragusa sabato 16 maggio. L’incontro, organizzato dall’Associazione Ragusani nel Mondo, si terrà presso la Chiesa della Badia e punta a sviscerare le ragioni che spingono migliaia di under 35 a lasciare il territorio per cercare fortuna all’estero o nelle regioni settentrionali. Un fenomeno che, oltre a svuotare le città, sottrae energie vitali al tessuto economico locale.
Analisi e testimonianze sulla mobilità dei talenti
Il dibattito si aprirà con il contributo della dott.ssa Delfina Licata, curatrice del Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes. La sua relazione offrirà una panoramica scientifica sulla migrazione giovanile, analizzando come chi parte percepisca spesso lo spostamento come un investimento necessario per migliorare le proprie prospettive. Il focus sarà puntato sulla necessità di capire se, per chi decide di andare via, si tratti di un “distacco obbligato” o se, per chi resta, rappresenti una “occasione mancata”.
Oltre ai dati tecnici, l’evento darà voce ai protagonisti diretti attraverso le testimonianze di giovani che hanno già intrapreso percorsi lavorativi lontano dalla Sicilia. Racconteranno le sfide di un mercato del lavoro globale, dove le competenze digitali e linguistiche diventano la moneta di scambio per l’emancipazione professionale. Sarà l’occasione per comprendere se le motivazioni siano esclusivamente salariali o legate a una carenza di servizi e meritocrazia nel territorio d’origine.
Proposte per rendere Ragusa un luogo attrattivo
L’ultima parte della mattinata sarà dedicata alle strategie di reazione. Imprenditori locali e rappresentanti istituzionali, tra cui Comune, Libero Consorzio e ANCI Sicilia, si confronteranno sulla possibilità di trasformare la comunità iblea in un polo capace di trattenere i talenti. L’obiettivo non è impedire la mobilità, considerata ormai un valore fisiologico, ma far sì che Ragusa possa competere con le altre realtà europee, offrendo condizioni ideali per progettare il futuro senza dover necessariamente varcare i confini regionali.
L’evento vedrà il coinvolgimento attivo di università, scuole e associazioni di categoria, cercando di creare una rete che colleghi la formazione alla produzione. La sfida è ambiziosa: invertire la rotta di una migrazione che oggi appare a senso unico, incentivando il rientro di chi ha acquisito competenze altrove. Solo attraverso un ecosistema favorevole all’impresa e all’innovazione sociale sarà possibile mitigare l’erosione di quella creatività e quell’entusiasmo necessari per la sopravvivenza economica del territorio.



