Il mese di marzo segna una tappa fondamentale per oltre sei milioni di nuclei familiari. Da questo momento, infatti, l’INPS cessa di utilizzare i dati reddituali dello scorso anno e adegua i pagamenti esclusivamente sulla base del nuovo ISEE 2026. Chi non ha provveduto all’aggiornamento documentale entro i termini rischia di trovarsi con un bonifico sensibilmente decurtato.
Perché marzo è il mese della verità
L’Assegno Unico e Universale (AUU) è una misura progressiva: più basso è l’ISEE, maggiore è il sostegno economico.
- La “trappola” del minimo: In assenza di un’attestazione ISEE valida per l’anno corrente, l’INPS è obbligato per legge a erogare solo la quota minima. Questo significa che anche chi ha sempre ricevuto l’importo massimo si vedrà accreditare la cifra base se non ha rinnovato la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica).
- Rivalutazione 2026: È importante ricordare che da quest’anno sia le soglie ISEE che gli importi sono cresciuti dell’1,4%, un adeguamento automatico per contrastare l’inflazione certificata dall’Istat.
Calendario dei pagamenti: quando arriva il bonifico?
L’Istituto ha già programmato le finestre di accredito per la mensilità corrente:
- Giovedì 19 e venerdì 20 marzo: Sono le date destinate alla maggior parte dei beneficiari, ovvero coloro che hanno già una domanda attiva e non hanno segnalato variazioni nel nucleo familiare.
- Fine mese: Gli accrediti per le nuove domande o per i nuclei che hanno subito modifiche tecniche avverranno nell’ultima settimana di marzo.
C’è tempo fino a giugno per recuperare gli arretrati
Non tutto è perduto per chi è in ritardo con la burocrazia. La normativa prevede una “finestra di recupero”:
- Regolarizzazione entro il 30 giugno: Chi presenta l’ISEE 2026 entro questa data riceverà, nei mesi successivi, un conguaglio comprensivo di tutti gli arretrati maturati a partire da marzo.
- Oltre il 30 giugno: Superato questo termine, l’adeguamento dell’importo non sarà più retroattivo. Il sussidio verrà calcolato sulla fascia corretta solo dal mese successivo alla presentazione, perdendo definitivamente i rimborsi per i mesi precedenti.
Domanda d’ufficio: nessuna nuova istanza
Si ricorda che per chi ha già una pratica “accolta” negli archivi INPS, non è necessario inviare una nuova domanda. Il rinnovo della prestazione è automatico; l’unico onere a carico del cittadino resta la presentazione dell’ISEE aggiornato per evitare di scivolare nella fascia minima di contribuzione.




