Mentre i riflettori sono puntati sulla Rottamazione Quinquies nazionale gestita dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER), la Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ha introdotto una misura parallela ma distinta: la definizione agevolata per i tributi locali.
Questa sanatoria permette ai cittadini di regolarizzare i debiti verso Comuni e Regioni risparmiando su sanzioni e interessi. Tuttavia, a differenza della misura statale, questa non è automatica: ogni Comune deve decidere autonomamente se attivarla.
1. Quali debiti si possono “rottamare”?
La sanatoria riguarda le entrate gestite direttamente dagli enti locali o dai loro concessionari privati. Ecco le voci principali:
- Tasse Locali: IMU, TARI, TASI, canoni idrici.
- Sanzioni: Multe per violazioni del Codice della Strada.
- Entrate Patrimoniali: Rette di asili nido, mense scolastiche, canoni comunali e oneri di urbanizzazione.
Cosa si risparmia? Si paga interamente la quota capitale (il tributo originario) e le spese di notifica, ma vengono azzerate le sanzioni e gli interessi di mora.
2. Il nodo dell’autonomia: non è per tutti
È fondamentale sottolineare che la rottamazione locale è una facoltà e non un obbligo per l’ente. Perché sia valida nel tuo territorio:
- Il Consiglio Comunale deve approvare uno specifico regolamento.
- La delibera deve stabilire quali anni sono sanabili e quali tipologie di debito includere.
- Se il Comune non delibera entro i termini, la sanatoria semplicemente non esiste per quei cittadini.
Attenzione: La rottamazione comunale riguarda solo i debiti gestiti dall’ente. Se la tua multa o la tua IMU è già stata affidata all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER), dovrai fare riferimento alla Rottamazione Quinquies nazionale.
3. Differenze tra Rottamazione “Statale” e “Locale”
| Caratteristica | Rottamazione Quinquies (Nazionale) | Rottamazione Locale (Comunale) |
| Ente Riscossore | Agenzia delle Entrate-Riscossione | Comune o Concessionari locali |
| Attivazione | Automatica per legge nazionale | Subordinata a delibera del Comune |
| Oggetto | Cartelle esattoriali (Tasse erariali, IVA, etc.) | Tributi locali e rette comunali |
| Gestione | Portale AdER | Portale del Comune / Sportello Tributi |
4. Scadenze e modalità di pagamento
Sebbene ogni Comune possa personalizzare il calendario, lo schema standard (seguito da molti enti secondo le linee guida IFEL) prevede le seguenti tappe:
- Invio Domanda: Entro il 30 aprile 2026.
- Saldo Unico: Entro il 31 luglio 2026.
- Rateizzazione: Molti Comuni stanno offrendo piani di dilazione molto lunghi, fino a un massimo di 54 rate bimestrali (con conclusione nel 2035), per allinearsi alla flessibilità della misura nazionale.
5. Come aderire?
Per non perdere questa opportunità, il primo passo è monitorare il sito istituzionale del proprio Comune.
- Cerca la sezione “Tributi” o “News” per verificare se è stato approvato il regolamento per la definizione agevolata 2026.
- Scarica il modulo di adesione (solitamente inviabile tramite PEC o portale del cittadino).
- Attendi il prospetto con il calcolo delle somme dovute “scontate”.




